Zebio Còtal

Guido Cavani

Guido Cavani
Zebio Còtal
Prefazione di Guido Davico Bonino
256 pagine | 13 euro

È un contadino apparentemente astuto, violento e cattivo lo Zebio del titolo. Vive a Pazzano, sulle colline modenesi, con la famiglia di sei braccianti, che tiranneggia e maltratta: Zuello, il primogenito fugge di casa, gli muoiono un altro figlio, Bianco, e la moglie, e un terzo figlio, Pellegrino, scompare senza un motivo apparente. Zebio, assillato dai creditori e odiato dal vicinato, fugge nella natura sino a perdersi nel gelo dell’Appennino.
Zebio Còtal non è una tranche de vie naturalista, è l’apologia di una disperata solitudine contro  tutto e tutti, anche a prezzo della vita. Con uno stile magistrale, tanto nella descrizione lirica della natura, quanto nel cogliere il degrado dell’animo, Guido Cavani racconta l’ascesi in bianco e nero di un uomo torvo e spietato, a cui però alla fine il lettore presterà la sua solidarietà.

Guido Cavani (1897-1967) era un poeta e narratore modenese. Nel 1958 pubblicò a proprie spese, in soli 200 esemplari, Zebio Còtal unanimemente ritenuto il suo capolavoro. Nel 1961 fu ripubblicato da Feltrinelli con una prefazione di Pier Paolo Pasolini.


Lo spazio e il tempo di Zebio Còtal è circoscritto e, allo stesso tempo, universale. Ma, come dice Guido Davico Bonino nella sua prefazione, il territorio in cui il romanzo è ambientato gioca un ruolo fondamentale nella narrazione. Ecco perché vi mostriamo i luoghi di Zebio Cotàl in una mappa, con foto e citazioni dal romanzo. Avete anche la possibilità di leggere ciò che Pier Paolo Pasolini scrisse come prefazione alla prima edizione del romanzo, nel 1961 e una parte di uno scritto critico di Giorgio Bárberi Squarotti che conferma ancora una volta l’importanza e la grandezza del volume. Infine, una suggestione "per analogia": il film L’albero degli zoccoli di Ermanno Olmi.