Scrivere cinema

Kevin Conroy Scott

Vinci una copia di “Scrivere cinema”!

Di seguito trovate la sceneggiatura originale di una scena tratta da un film (recente) che è stato scritto da una delle persone che abbiamo intervistato: Teresa Ciabatti, Giulia Calenda, Ivan Cotroneo e Fabio Bonifacci. Scrivete nei commenti di che film si tratta e chi ne ha firmato il copione: il primo che darà la risposta esatta si porterà a casa una copia di Scrivere cinema!


 118. villetta. est. int. giorno

Vittorio e Carlo sono seduti su una vecchia panchina sotto un albero. Stanno parlando, ma non sentiamo quello che dicono. Carlo sta raccontando, e Vittorio ascolta.

La scena è vista dall’interno della casa, da dietro la finestra della cucina, nella quale Giulia sta togliendo il caffé dal fuoco e lo versa nelle tazzine. Roberto è accanto a lei.

GIULIA
(versando il caffé) Quando stavi al Liceo, volevi sempre che ti facessi la crema nel caffé. Ci eravamo appena trasferiti a Torino, io lavoravo tutto il giorno al negozio, tuo padre in ufficio, Carlo era piccolo e piangeva tutto il tempo… e appena rientravo a casa, distrutta, mi chiedevi di farti la crema. E io lì, dovevo lasciare tutto e te la facevo…
ROBERTO
(sorridendo) Mi dispiace… ero piccolo…
GIULIA
(intenerita) Sì piccolo… eri già alto come adesso…

Guarda fuori. Poi si volta verso Roberto.

GIULIA
…Siete stati faticosi, lo sai? Niente di straordinario, eh, niente più degli altri bambini. Ma faticosi. Certe mattine mi svegliavo e pensavo che non avevo voglia di alzarmi dal letto, di venire da voi a vedere di cosa avevate bisogno. Perché avevate sempre bisogno di qualcosa, come tutti i figli. Guardavo le mie amiche e pensavo di non essere brava come loro. Di non essere abbastanza. Forse non ero nata per fare la madre, chissà. Se non avessi avuto vostro padre, non ce l’avrei mai fatta.

Beve il caffé, parla a Roberto come se parlasse a se stessa.

GIULIA
Le altre coppie che conosco, i nostri amici… sono rimasti insieme per i figli, anche quando non si amavano più. Per me è stato il contrario. E’ stato solo grazie a lui. Ce l’ho fatta a starvi dietro solo perché amavo tuo padre così tanto. E anche adesso, alla mia età, lo guardo dall’altro lato della stanza e sento il cuore che si gonfia, che non ce la fa a tenere tutto. (guarda Roberto) Che stupida, eh?

Roberto non risponde. Giulia guarda fuori. Carlo sta mettendo un braccio sulla spalla del padre, che un po’ rigidamente si lascia abbracciare.

GIULIA
(sollevando il vassoio) Portiamogli il caffé, dai, se no fate tardi sul serio.

Esce dalla cucina. Roberto rimane un momento lì, poi la segue.

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