Nascita e morte della massaia
Paola Masino
La rocambolesca storia editoriale del libro
Il testo che segue, scritto da Paola Masino nel 1945, è comparso nell’edizione del 1982 del libro, uscita per La Tartaruga, ed è stato pubblicato anche nel numero 2 del 2009 di Cultura Pop.
Questo libro, scritto fra il ‘38 e il ‘39 e presentato in bozze alla censura di quel tempo, fu da essa giudicato disfattista e cinico. Non se ne proibiva la pubblicazione, ma s’impose che ne fossero soppressi alcuni episodi, nonché tutte le citazioni dell’Antico Testamento; si dovevano anche bandirne le parole «Maresciallo», «Prefetto», «Patria», «Nazione», che parevano contaminate dal tono genericamente irrispettoso del racconto. Altre modificazioni si chiesero, per esempio non doveva essere nominata la lira, né altro che potesse far supporre che la vicenda si svolga in Italia. Le correzioni furono approntate, la Massaia pagò in zecchini, ogni Maresciallo diventò Commodoro, fece la sua apparizione un Arconte, e il paese fu trasportato al di là dell’Oceano.
Un’edizione a questo modo stravolta fu stampata ed era pronta per la diffusione, quando un bombardamento distrusse (a Milano) la tipografia e l’intera tiratura del libro. Poi gli avvenimenti incalzarono, troppo gravi perché s’avesse più a occuparsi della Massaia. Ripreso dopo sei anni, per desiderio dell’editore, il romanzo, tentai, sulle bozze di stampa che m’erano rimaste, di riportarlo alla prima edizione; ma non potei giurare che in qualche punto lezione vecchia e lezione nuova non si mescolino.
Non ho voluto accanirmi troppo a rimettere a posto ogni cosa; se ne è nato qualche assurdo, chi sa non s’intoni fatalmente e saporitamente con le altre originarie assurdità di questo ritratto di donna; il quale già a me stessa pare ormai tanto lontano, che appena lo riconosco.



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