Nascita e morte della massaia
Paola Masino
Nascita e morte della massaia
Postfazione di Marina Zancan
280 pagine | 13 euro
Scritto tra il 1938 e il 1939, il romanzo ha una travagliata storia editoriale: censurato dal Fascismo che lo giudica disfattista e cinico, una nuova versione ripulita da ogni riferimento all’Italia e alla sua realtà – in attesa di essere diffusa – brucia nella tipografia colpita da un bombardamento. Nel ’45 finalmente il testo vede la luce, in un’edizione ricostruita dalla Masino sulle bozze di stampa nel tentativo di riportarlo alla lezione originaria.
Nascita e morte della massaia è la storia di una diciottenne senza nome che vive distesa in un baule, tra libri, ragnatele e tozzi di pane muffiti, fino a quando non è costretta a uscirne per sposare un vecchio zio e trasformarsi nell’angelo del focolare. Con una scrittura vibrante e inedita, capace di mescolare perfettamente registri diversi, Paola Masino traccia il profilo metafisico e surreale di un femminismo ante litteram. Una riflessione incredibilmente attuale sull’esistenza vana e superficiale a cui è costretta la donna e sul ruolo che le è riservato dalla società e dalla famiglia.
Paola Masino (1908-1989), autrice di drammi, romanzi e racconti, collaborò con numerose riviste tra cui 900, Epoca, Tempo. Nel 1927 conobbe Massimo Bontempelli con cui strinse un sodalizio sentimentale e professionale che durò tutta la vita, nonostante lo scandalo nel partito fascista e la disapprovazione morale. Ha scritto anche i romanzi Monte Ignoso (1931) e Periferia (1933).

Nascita e morte della massaia è un libro affascinante e sorprendente, a partire dalle vicende che hanno portato alla sua pubblicazione. Per capirlo crediamo sia necessario comprendere quali fossero i riferimenti culturali dell’epoca: per questo potete vedere (o rivedere) un paio di lavori di un giovane spagnolo che allora faceva scalpore (e lo fa tuttora, settant’anni dopo). In ambito accademico abbiamo interrogato due studiose di Paola Masino: Beatrice Manetti ci guida nella lettura del romanzo, raccontandocelo a voce. Infine, abbiamo riportato qua per intero la postfazione al volume scritta da Marina Zancan.


