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L’eroe alternativo su La Voce

Paolo Quaglia recensisce L’eroe alternativo.

L’esordio letterario di Tim Thornton ci racconta passioni che cambiano il corso della vita

Sulla copertina del libro campeggia la scritta romanzo rock , l’esordio di Thornton appare essere molto di più che un semplice romanzo che parla di musica.Il rock è una componente fondamentale nella vita di ognuno di noi, ma con lo scorrere delle pagine si capisce come è l’appartenenza il motore che a volte permette alle persone di funzionare.

La scena si apre nei primi anni 90 dove troviamo il protagonista 15enne intento a superare i problemi propri di un adolescente (le ragazze, i genitori, i brufli sul viso, la scarsa fiducia i se stesso) la musica arriva in suo aiuto, ma per la prima volta Clive il nome del personaggio principale) si trova a dover fare una scelta precisa , che musica? Quale tra i tanti gruppi presenti sul mercato  diventerà una seconda religione per il ragazz, una sorta di idolo intoccabile che sopravvierà  a voti brutti , rifiuti d’amore, regali di natale scadenti e il lento procedere ferso il fallimento personale.

Non ha nessuna importanza se saranno gli U2  i Simple Mind o Bob Dylan, la cosa importante è che questa scelta diventerà di famiglia, a volte la famiglia stessa. Clive decide che Lance Webster leader dei Thieving Magpies avrà l’onore di entrare a far parte della sua vita , la più grade band del pianeta ,oscurata alla fine degli anni 90 finedo a gettare la spugna e far tornare i suoi componenti , Lance in primis, giù dall’olimpo con le persone comuni.

Ma quando il fan , vede l’ex idolo uscire da una lavanderia di Londra tutto ricomincia. Clive sente lo scoop e vuole approfondire." che cosa ha fatto si che Lance Webster abbia abbandonato la musica e si ritrovi a ritirare panni appena lavati in un sobborgo cittadino come un qualsiasi individuo?"
Per rispondere a questa domanda il protagonista dovrà ricorrere ad ogni mezzo ,perfino a travestirsi , ma sopratutto andare alla ricerca del tempo perduto in una città che ha smesso di essere vivibile , citando Lp , nomi dimenticati e sogni ormai disattesi  di quello che sarebbe potuto essere e non sarà mai più.

Il romanzo risulta essere uno spazio  quasi ai confini della realtà dove andare a cercare se stessi, carico di emozioni e di flashback riesce a costruire uno spaccato di vita che tutti gli uomini nati dal 1970 al 1976 conosco molto bene, un mondo dove gli Mp3 ancora non esistevano, la musica non si scaricava , ma si comprava. I supporti erano  a volte anacronistici ma  permettevano ancora ad un individuo di sentirsi parte di qualcosa, qualcosa che sarebbe arrivato al suo apice nei concerti live.

La descrizione del primo concerto a cui Clive partecipa ,solo , a 15 anni, dei suoi idoli ha commosso chi scrive , le dinamiche dei ricordi passati ci fanno capire che la ricerca dell’idolo è un semplice pretesto  del Clive adulto, di tornare a sentirsi parte di qualcosa.

Chiunque desidera ritrovare sè stesso e farsi cullare dolcemente da una percezione di malinconia, troverà in queste pagine una sorta di isola che non c è dove vivere ancora sentimenti passati.  Emil Cioran diceva "se non ci fosse la malinconia gli uccelli sugli alberi rutterebbero invece che cinguettare", per chiunque la pensi come lui.

 

 

La domenica degli italiani

La copertina dello scorso Venerdì di Repubblica dedicata alla Domenica degli italiani, libro di foto di Lori Sammartino.
All’interno reportage di Marco Cicala.