L’articolo sul nuovo libro di Simon Reynolds:

Goffredo Fofi, su Internazionale, ha recensito Sentimenti sovversivi di Roberto Ferrucci: "L’equilibrio tra la narrazione, il diario, la riflessione e l’invettiva è precario, è la Francia a risultarci più chiara e l’Italia più convenzionale, tuttavia l’originalità di quest’impresa ha un suo valore e una sua forza, è il percorso civile di un letterato che sa scrivere. Le pagine più belle sono quelle sul monsieur Hulot di Tati, girato da quelle parti".
Da pochi giorni è nelle librerie (e sul nostro shop) la biografia di Marshall McLuhan scritta da Douglas Coupland. Una biografia sicuramente atipica per il sociologo nato cento anni fa - succede così, quando «l’autore che ha dato un nome e un volto alla Generazione X e poi alla Generazione A racconta uno dei maggiori sociologi del Novecento».
Un libro che svela molti retroscena e aneddoti di un mostro sacro della cultura dei media del Novecento, profeta del villaggio globale, che molto spesso viene citato soprattutto per un paio di frasi entrate a far parte dell’immaginario collettivo, come «il medium è il messaggio» o la «galassia Gutenberg». Eppure McLuhan era anche altro. Leggere questa biografia vi permetterà di scoprire anche un’altra faccia di un uomo che, senza dubbio, una parte della società così come la intendiamo e viviamo oggi l’aveva prevista.
Partiamo da un punto fermo: qui in redazione la maggior parte degli uomini tifa Milan. Ma forse appunto per questo abbiamo apprezzato ancora di più - e abbiamo pubblicato - il libro di Sandro Modeo, "L’alieno Mourinho". Un libro che non parla solo di calcio e non parla solo di Mourinho, scritto da una delle firme più brillanti del Corriere della Sera.
Ed è bello scoprire che, oltre alla stampa cartacea, il libro abbia avuto così tanti riscontri positivi anche in rete: ne ha parlato molto bene Aldo Grasso nella sua rubrica sul Corriere della Sera, ma anche tanti altri blog e siti web hanno pubblicato recensioni e segnalazioni molto interessanti sul volume.
Andrea Coccia su Booksblog ha scritto: "Utilizzando gli strumenti della psicologia, delle neuroscienze, della filosofia e della storia, Modeo cerca di indagare e di fare luce sugli angoli più oscuri del personaggio Mourinho, a partire da quella sua sete compulsiva di vittorie, che lo spinge ad una continua migrazione di squadra in squadra", mentre Luca La Viola sull’Ansa dice: "La faccia umana e quella demoniaca di José Mourinho vengono tratteggiate in un turbine organizzato di notazioni psicologiche, rimandi letterari, misteriose o concrete analogie con tecnici del passato, ma anche attraverso un’analisi dei metodi di preparazione e di allenamento del portoghese. Resi originali e tremendamente efficaci, visti i risultati, dall’applicazione delle neuroscienze".
Gianfranco Franchi su Lankelot, nonostante la fede romanista, ne parla con entusiasmo: "Insomma ‘L’alieno Mourinho’, nuova pubblicazione di quel magnifico editore di qualità e di personalità che è ISBN di Milano, è un libro-giocattolo per tutti gli intellettuali e per i tifosi dell’Inter; è un intelligente viatico all’interiorizzazione della parabola di Mourinho, per gli sportivi; è ragione d’ulcera per tifosi della Roma (e del Milan, sospetto) che non abbiano voglia di leggere la benedizione delle patrie lettere su quel tizio così ricco, così sopravvalutato, così burino e via dicendo. È una delle biografie più disorientanti e ricche d’inventiva pubblicate negli ultimi anni: sicuramente un grande libro di calcio, non soltanto un buon libro di saggistica creativa, emiscientifica emiludica eminostrana".
Affari Italiani ha segnalato il libro, mentre Giuseppe Granieri su FC Inter News ha analizzato il saggio "dalla parte dei tifosi": "Sono pagine che riconciliano con il calcio vero, fatte di tattica spiegata, di confronto con l’avversario (a volte aspro), dove spiccano anche le parole di Arrigo Sacchi in apertura e quelle di Irvine Welsh in chiusura. Pagine consigliate a chi voglia ripercorre i due anni non ancora mandati in archivio, con calma e con molta riflessione perché ‘chi sa solo di calcio non sa niente di calcio’”.
Virgilio Sport ha intervistato l’autore, mentre sulla community della Rai il libro è stato segnalato insieme a un’altra nostra uscita, il libro di Marco Giusti sugli 007 all’Italiana. Maurizio Crippa, sul blog del Foglio, ha segnalato il libro, promettendo di riparlarne.
Ovviamente il libro è stato segnalato dalla Gazzetta dello Sport e dal Corriere dello Sport, e anche quotidiani come Terra, L’Avanti e Il Giornale hanno apprezzato il volume ("un viaggio di ricognizione, nutrito di storia, scienza, arte e psicologia, senza rinunciare a evidenziarne le peculiari modalità di allenamento e gli schemi tattici", scrive Nicola Mirenzi di Terra).
Ne ha scritto Roberto Faben sul Messaggero, la postfazione di Irvine Welsh (tradotta dal nostro Mario Bonaldi) è stata pubblicata dal Corriere della Sera, Alberto Brambilla ha parlato del volume sul suo blog Fuori Campo. Il libro è piaciuto alla redazione di Albuonlibro e anche a Nero.
Questo per sottolineare, ancora una volta, che il libro in questione non è soltanto un libro su Mourinho, ma un libro sul calcio e non solo. E ora speriamo solo che lo Special non sia tornato a San Siro a far danni col suo Real.
Su personalreport un bell’articolo di Pier Mauro su Gli Anni Zero:
Edito da ISBN Edizioni e curato dal direttore di Rolling Stone Carlo Antonelli, Gli anni zero — Almanacco del decennio condensato ha un’ambizione ambiziosa: raccontare l’ultimo decennio in 330 pagine di saggi, interviste e brevi contenuti a carattere più strettamente informativo/giornalistico. La missione non può ovviamente considerarsi interamente compiuta, ma è evidente come non fosse e non potesse essere questo l’obiettivo. L’obiettivo mirato e centrato è invece quello d’aver costruito un percorso — diviso in quattro parti: Armageddon, Risiko, Shopping, Storytelling — di letture (più o meno) interessanti, dense di spunti che riescono a portare il lettore a imparare e riflettere osservando da lontano fenomeni nebbiosi o frammentati come il decennio in cui hanno avuto luogo.
Se il Novecento è stato il Secolo Breve, questa raccolta definisce gli Anni Zero il Decennio Breve, fissandone l’inizio l’11 settembre 2001 e la fine il 4 novembre 2008, con l’elezione di Obama. Gli argomenti dei saggi, come potete immaginare, spaziano a tutto campo, dalla politica alla musica, dal calcio alla letteratura, e così via.
Io, appena avuto in mano il libro, mi sono fiondato sull’ultimo saggio della raccolta, un testo biografico su David Foster Wallace, lo scrittore che nella sua postfazione Massimo Coppola, il fondatore di ISBN, indica come l’unica cosa che vale genuinamente la pena di portarsi dietro negli Anni Dieci. In caso non condividiate la mia passione per Wallace, vi assicuro comunque come sia parecchio improbabile che non riusciate e trovare almeno cinque o più saggi che vi interessino. Più che citarveli tutti, ché sono tanti, la prossima volta che passate in libreria cercate il libro e sfogliatelo un po’, capirete da soli se è cosa fa per voi. Costa 19 euro, quindi parecchio, ma il lavoro di redazione non è stato poco. E le edizioni ISBN sono sempre un bell’oggetto.
Gianfranco Franchi, sul portale Lankelot.eu, ha recensito due libri della nostra collana Novecento Italiano: Facile da usare e Il Campo 29.
Su Del Buono: "Cinque racconti di Oreste Del Buono, pieni di sentimento, vitalità e intelligenza, espressione d’una sensibilità letteraria capace di dialoghi di grande credibilità e di monologhi interiori di vero fascino; cinque racconti d’amori perduti, spezzati, incompresi, interrotti, clandestini per gioco, comunque mai adulti. Cinque racconti ragazzini, d’un narratore adulto che sembra sospeso nell’antica linea d’ombra, e non sembra aver voglia di oltrepassarla mai. Compatti come un romanzo – come si dice quando si deve ammettere che il protagonista delle storie è sempre lo stesso, più o meno mascherato – originariamente apparsi per Feltrinelli nel 1962: oggi, finalmente, “Facile da usare” è nuovamente a disposizione del pubblico nella nuova edizione ISBN, 2009, completa di postfazione d’eccellenza: a firmarla è Ermanno Paccagnini".
Su Antonielli: "Storia d’un italiano prigioniero di guerra in un campo inglese in India; della disfatta del nostro esercito e del nostro popolo, e della dolorosa battaglia per la difesa dell’identità, della memoria e dell’essenza di ogni individuo; storia della contrapposizione viva tra chi allora riconosceva la patria nel fascismo, e chi invece nel suo rovescio logico, ossia la repubblica parlamentare; storia d’una vicenda oscura dei nostri soldati, altrimenti estranea alla letteratura. Questo è, in buona parte, “Il campo 29””, romanzo di Sergio Antonielli (1920-1982) scritto nel 1947 e originariamente pubblicato nel 1949; oggi nuovamente a disposizione del pubblico nella collana “Novecento italiano” delle ISBN di Milano, collana destinata a venire incontro ai gusti di un pubblico di italianisti e di letterati sempre entusiasta di apprezzare nuovi recuperi di qualità, incomprensibilmente trascurati dai grandi gruppi editoriali".