Gianfranco Franchi, su Lankelot, recensisce il libro di Cynan Jones.
"Lo stile è spezzettato, frammentato – come quando la poesia incontra la prosa, e ne deriva questo stravagante e seducente ibrido, intenso, fatto di scrittura levigata e scolpita, disossata. Il respiro è minimalista, umanissimo, gentile. La sensazione è che potrà derivarne, un giorno, un bel momento di cinema intimista e allegorico, con una fotografia tutta fondata sull’espressione della bellezza selvatica e scontrosa del Galles. Per adesso, teniamo per noi questo romanzo che va sorseggiato come un buon vino artigianale, scoperto in una cantina poco più che amatoriale, patrimonio – sino all’altroieri – di una ristretta cerchia di aficionado, gelosi della loro scoperta e sospettosi dei neofiti. Come sempre accade. “La lunga siccità” infine potrà terminare, come in un disco dei Cure, quando si comincia a pregare perché possa piovere".

