
Il diario di Luc Dardenne e le tre sceneggiature scritte a quattro mani con il fratello: la recensione del libro, su Wuz.
Dietro i nostri occhi. Un diario di Luc Dardenne
Tre registi, tre scrittori
"Il ritmo, il respiro è la nostra forma cinematografica. Penso spesso al ritmo che Schumann riesce a dare ad alcuni movimenti. Una specie di febbre, un affanno, di frenesia, di irrequietezza interrotta da calme respirazioni ancora percorse da un brivido inestinguibile."
Un diario che inizia il 2 dicembre 1991 e si conclude il 12 febbraio 2005, un diario di idee e di riflessioni sul cinema e sull’idea che i due fratelli Dardenne hanno della loro opera. La firma che appare è quella di Luc che con Jean-Pierre, il fratello, forma una sola mente, una sola sensibilità e le scelte sono le stesse, tra loro rigorosamente coerenti.
Il cinema è specchio e luogo interpretativo della realtà, è immagini che fissano il mondo, è domande sul nostro presente. Un film è prima di tutto esperienza umana, e questa idea vale sia per chi lo fa che per chi lo guarda. E questo diario annota non tanto i fatti, ma le letture, gli incontri, le considerazioni su ciò che è stato girato e sui film che i fratelli stanno scrivendo. "Scrivere una sceneggiatura non è semplice. Tutto nasce con difficoltà. E sempre accompagnato da gemiti. Per fortuna siamo in due".
I personaggi dei film si animano ed esigono, come se fossero creature vive (i sei personaggi…) e creano collegamenti mentali con celebri figure letterarie: Rosetta è in un certo senso Madame Bovary, l’una alla ricerca di un vero lavoro, l’altra di un vero amore, Rosetta è la pronipote di Emma e la solitudine è ciò che resta a queste donne inquiete.
Vediamo, pagina dopo pagina, la genesi dei film, le innumerevoli stesure che hanno preceduto le riprese, e le considerazioni, le revisioni, i cambiamenti, le aspettative…
Per chi conosce le opere dei Dardenne, questo libro ha veramente un sapore particolare, viene il desiderio di rivedere in dvd i vari titoli, sorgono pensieri che da spettatore non si era riusciti a formulare, insomma chi ammirava i due fratelli non può che aggiungere ammirazione e chi non ne conosceva la cinematografia, penso, si sentirà sicuramente in dovere di vedere qualcosa, di capire il risultato di tanta elaborazione.
Completano il Diario tre sceneggiature di celebri film: Il figlio, che propone un’ultima scena diversa da quella che poi è stata realizzata; L’enfant di cui è stata riscritta una scena, la 14, per non imprigionare troppo il personaggio di Bruno in un’immagine (quella del cappellino); Il matrimonio di Lorna che ha dovuto adeguare, nelle riprese, alle competenze linguistiche dell’attrice originaria di Pristina, le battute in francese.
consigliare la lettura del libro è anche consigliare la visione dei film, tutti bellissimi, ma Rosetta è imperdibile!