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Tra letteratura e Twitter: intervista a Einaudi, Fazi e Isbn

La nostra intervista sull’uso di twitter sul sito Fanpage, in compagnia di Einaudi e Fazi.

Sul web si trova di tutto. È una frase che si sente spesso dire, ammettiamolo. Al tempo dei social network si può anche “incontrare di tutto”. Ed è così, un po’ per passione e un po’ per curiosità, che mi sono imbattuto in tre “persone” fuori dall’ordinario. Rappresentano tre importanti case editrici, ma anche tre meravigliosi esempi di come una qualunque azienda editoriale può rapportarsi online con chiunque, dal divoratore di libri (come me) a chi vive la lettura come un gradevole passatempo, fino a chiha semplicemente voglia di conversare attraverso i 140 caratteri di Twitter. Parlo di Giulio Einaudi Editore (@Einaudieditore), Fazi Editore (@FaziEditore) e Isbn Edizioni (@Isbnedizioni): tra un tweet e l’altro è nata l’idea di un’intervista a tre, raccontando con ironia e professionalità una quotidianità fatta di tweet, chiacchiere e personalità. Ovviamente le risposte non possono che essere a 140 caratteri…Continua qui

Simon Reynolds @ Circolo degli Artisti - Roma

Grazie a XL di Repubblica, potete gustarvi i video della presentazione del libro di Simon Reynolds, Retromania, al Circolo degli Artisti di Roma. 

Incontro con Simon Reynolds/1 from videodrome-XL on Vimeo.

Incontro con Simon Reynolds/2 from videodrome-XL on Vimeo.

Incontro con Simon Reynolds/3 from videodrome-XL on Vimeo.

Incontro con Simon Reynolds/4 from videodrome-XL on Vimeo.

Incontro con Simon Reynolds/5 from videodrome-XL on Vimeo.

Retromania su Rolling Stone

L’articolo sul nuovo libro di Simon Reynolds:

Genova 2001, la memoria contro le menzogne

Roberto Ferrucci ricorda, dieci anni dopo, i fatti di Genova.

Quei nomi, dieci anni dopo. Via Tolemaide, via Caffa, corso Buenos Aires, Piazza Alimonda. Scendo dal treno, il tempo di lasciare i bagagli all’hotel e poi subito qui, al Bar Lino, all’angolo fra la piazza e via Caffa, seduto al tavolino di fronte a una targa che non ha più nulla a che vedere con quella dove una mano anonima cancellò Alimonda sotto a Piazza, e scrisse "Carlo Giuliani, ragazzo". Ora quella targa ha tutta l’aria di essere qualcosa di simile al marmo, lucida, brillante. Questa era la posizione privilegiata, quando tornavi qui, nei mesi successivi a quel luglio 2001, e te ne stavi a guardare la ringhiera a lato della chiesa di Nostra Signora del Rimedio, diventata subito luogo di pellegrinaggio, di testimonianza, di solidarietà, di indignazione. Quella ringhiera era una sorta di mausoleo spontaneo, pieno di fiori (ricordo tanti girasoli), di quaderni fitti di pensieri, di disegni, di dediche, di poesie (ne ricordo uno dal quale pendeva una bic blu e sul quale anch’io scrissi qualcosa, quando tornai a Genova, dieci giorni dopo. Non ricordo cosa) e poi magliette, foto, oggetti, a mantenere viva la memoria dell’omicidio di un ragazzo di ventitré anni. Non c’è più alcuna traccia di quella memoria. Da anni, ormai. Fu il parroco a farlo smantellare. Distraeva i parrocchiani, diceva. L’unica scritta, spruzzata frettolosa su un muro adiacente, poco più in là, è "Panionios Panthers Club since 1983", una delle squadre di Atene.

continua su MicroMega.

Marshall McLuhan, di Douglas Coupland

Da pochi giorni è nelle librerie (e sul nostro shop) la biografia di Marshall McLuhan scritta da Douglas Coupland. Una biografia sicuramente atipica per il sociologo nato cento anni fa - succede così, quando «l’autore che ha dato un nome e un volto alla Generazione X e poi alla Generazione A racconta uno dei maggiori sociologi del Novecento».
Un libro che svela molti retroscena e aneddoti di un mostro sacro della cultura dei media del Novecento, profeta del villaggio globale, che molto spesso viene citato soprattutto per un paio di frasi entrate a far parte dell’immaginario collettivo, come «il medium è il messaggio» o la «galassia Gutenberg». Eppure McLuhan era anche altro. Leggere questa biografia vi permetterà di scoprire anche un’altra faccia di un uomo che, senza dubbio, una parte della società così come la intendiamo e viviamo oggi l’aveva prevista.

 

Dicono del libro - L’ultimo lupo mannaro

«Un romanzo magnifico. Un urlo folle, brutale e indignato. Una storia sexy e sanguinosa, splendidamente costruita e piena di autentica suspense, che squarcia il genere horror per creare, nella sua unicità, qualcosa di inebriante e maestoso.»
Nick Cave

«L’ultimo lupo mannaro si distingue per umorismo, eloquenza e intelligenza. Una narrazione profondamente umana sulla natura stessa dell’esistenza.»
Stella Duffy

«L’ultimo lupo mannaro è scritto con tale scandalosa ferocia e humour nero da essere l’equivalente letterario di un ululato alla luna. Era dai tempi di Lon Chaney e John Landis che la licantropia non appariva così potente, e la scrittura di Glen Duncan rivela più spessore, pericolo e ingegno immorale di qualunque altro autore io abbia in mente.»
Matt Haig

Jim Holt e Umberto Eco

Jim Holt è l’autore di Senti questa!, uno degli ultimi saggi pubblicati da Isbn.
Holt collabora da molti anni con il New Yorker e in questo libro realizza una piccola storia e filosofia della battuta di spirito.
Un libro che sta ottenendo pareri positivi tra gli appassionati di storia ma anche i semplici curiosi dell’argomento.
Ed è piaciuto anche a Umberto Eco, che ne ha parlato in una delle ultime Bustine di Minerva su l’Espresso.