Josè Saramago 1922-2010

 

«Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e hadetto: "Non c’è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. Il viaggiatore ritorna subito.» (da Viaggio in Portogallo)

3 Commenti a “Josè Saramago 1922-2010”

  1. #180
    anna

    Ho appena finito di leggere Cecità. Leggere non è il verbo giusto, diciamo che mi sono immersa e poi, faticosamente, riemersa. Un libro lucido, durissimo, che riduce il mondo all’osso. Grazie Josè!

  2. #182
    Gianluca

    Obrigado,
    José Saramago!
    Così era scritto in ogni angolo di Lisbona il giorno del suo funerale. Commovente. Ed io ero lì.

  3. #193

    Un inchino con tanto di cappello. Forse lo scrittore in assoluto con il quale mi sento più in affinità, lo scopriì con “Il vangelo secondo Gesù”, un capolavoro letterario come altri di lui. Osceno che la Chiesa di Roma abbia ancora condannato questo libro, al tempo da essa accusato di blasfemìa, il giorno dopo la sua morte. Nemmeno per i morti hanno dimostrato rispetto, e tutto ciò per un libro. Era soltanto un libro.

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