Scrive Mario De Santis su Il Nemico: "Il libro di Emanuele Tonon è un libro davvero potente, di grande impatto stilistico che tuttavia non è dispositivo vuoto o meta referenziale (o nella “tradizione bellettrista italiana” scrive Giusepe Genna) ma è misura di un tormento e di una lotta semmai di svuotamento, di annientamento, intimo e autoriale. Accade di rado che le scelte linguistiche formali siano tenute dentro il cerchio della necessità, e qui lo sono. Sono effettivamente due parti (di una trilogia sacra dedicata alle figure della Trinità, qui solo del Padre e del Figlio) che stanno una contro l’altra, la prima è l’annullamento ma anche la causa, anzi: lo sbrego da cui fuorisesce la seconda."
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