Archivio di Novembre 2009

L’eroe alternativo su La Voce

Paolo Quaglia recensisce L’eroe alternativo.

L’esordio letterario di Tim Thornton ci racconta passioni che cambiano il corso della vita

Sulla copertina del libro campeggia la scritta romanzo rock , l’esordio di Thornton appare essere molto di più che un semplice romanzo che parla di musica.Il rock è una componente fondamentale nella vita di ognuno di noi, ma con lo scorrere delle pagine si capisce come è l’appartenenza il motore che a volte permette alle persone di funzionare.

La scena si apre nei primi anni 90 dove troviamo il protagonista 15enne intento a superare i problemi propri di un adolescente (le ragazze, i genitori, i brufli sul viso, la scarsa fiducia i se stesso) la musica arriva in suo aiuto, ma per la prima volta Clive il nome del personaggio principale) si trova a dover fare una scelta precisa , che musica? Quale tra i tanti gruppi presenti sul mercato  diventerà una seconda religione per il ragazz, una sorta di idolo intoccabile che sopravvierà  a voti brutti , rifiuti d’amore, regali di natale scadenti e il lento procedere ferso il fallimento personale.

Non ha nessuna importanza se saranno gli U2  i Simple Mind o Bob Dylan, la cosa importante è che questa scelta diventerà di famiglia, a volte la famiglia stessa. Clive decide che Lance Webster leader dei Thieving Magpies avrà l’onore di entrare a far parte della sua vita , la più grade band del pianeta ,oscurata alla fine degli anni 90 finedo a gettare la spugna e far tornare i suoi componenti , Lance in primis, giù dall’olimpo con le persone comuni.

Ma quando il fan , vede l’ex idolo uscire da una lavanderia di Londra tutto ricomincia. Clive sente lo scoop e vuole approfondire." che cosa ha fatto si che Lance Webster abbia abbandonato la musica e si ritrovi a ritirare panni appena lavati in un sobborgo cittadino come un qualsiasi individuo?"
Per rispondere a questa domanda il protagonista dovrà ricorrere ad ogni mezzo ,perfino a travestirsi , ma sopratutto andare alla ricerca del tempo perduto in una città che ha smesso di essere vivibile , citando Lp , nomi dimenticati e sogni ormai disattesi  di quello che sarebbe potuto essere e non sarà mai più.

Il romanzo risulta essere uno spazio  quasi ai confini della realtà dove andare a cercare se stessi, carico di emozioni e di flashback riesce a costruire uno spaccato di vita che tutti gli uomini nati dal 1970 al 1976 conosco molto bene, un mondo dove gli Mp3 ancora non esistevano, la musica non si scaricava , ma si comprava. I supporti erano  a volte anacronistici ma  permettevano ancora ad un individuo di sentirsi parte di qualcosa, qualcosa che sarebbe arrivato al suo apice nei concerti live.

La descrizione del primo concerto a cui Clive partecipa ,solo , a 15 anni, dei suoi idoli ha commosso chi scrive , le dinamiche dei ricordi passati ci fanno capire che la ricerca dell’idolo è un semplice pretesto  del Clive adulto, di tornare a sentirsi parte di qualcosa.

Chiunque desidera ritrovare sè stesso e farsi cullare dolcemente da una percezione di malinconia, troverà in queste pagine una sorta di isola che non c è dove vivere ancora sentimenti passati.  Emil Cioran diceva "se non ci fosse la malinconia gli uccelli sugli alberi rutterebbero invece che cinguettare", per chiunque la pensi come lui.

 

 

Why Steve was late su D di Repubblica

Beppe Grillo e La grande baldoria

Beppe Grillo, sul suo blog, ha linkato il book trailer de La grande baldoria.

A tempi della cosiddetta «bolla» delle dotcom, tra i primi segnali della nascita dell’economia di carta, Seth Freedman è stato uno dei broker d’assalto che hanno trasformato la Borsa di Londra da club per gentiluomini in una specie di enorme sala giochi. Il racconto da insider di quegli anni ruggenti, il senso di onnipotenza dei ragazzi che muovevano milioni di sterline passando le giornate davanti allo schermo di un computer come se stessero continuando a giocare a un videogame, e si concedevano lunghe nottate di lusso, sesso, cocaina, è soltanto la premessa a questo lavoro. Vent’anni dopo, nel pieno della crisi globale, Freedman ritorna sul luogo del delitto. Incontra vecchi colleghi e nuovi squali che, spesso nascosti dietro nomi di finzione, compongono una sorprendente narrazione etnografica degli uomini che hanno rischiato di far esplodere il capitalismo planetario. Loro malgrado.

Seth Freedman, giornalista e scrittore, vive a Gerusalemme. Collabora con il Guardian, dove i suoi articoli hanno suscitato il record di risposte da parte dei lettori. Prima di trasferirsi in Israele ha lavorato come agente di borsa nella City per sei anni. Il suo primo libro, Can I bring my own gun? è uscito nel gennaio 2009.

Qui il minisito del libro.

Subbuteo!

Nostalgia del panno verde del Subbuteo?

Provate a leggere Subbuteo di Daniel Tatarsky. Magari non vi passerà, ma di sicuro vi verrà ancora più voglia di tornare a giocarci.

 

Dietro i nostri occhi, su Wuz

Il diario di Luc Dardenne e le tre sceneggiature scritte a quattro mani con il fratello: la recensione del libro, su Wuz.

Dietro i nostri occhi. Un diario di Luc Dardenne
Tre registi, tre scrittori

"Il ritmo, il respiro è la nostra forma cinematografica. Penso spesso al ritmo che Schumann riesce a dare ad alcuni movimenti. Una specie di febbre, un affanno, di frenesia, di irrequietezza interrotta da calme respirazioni  ancora percorse da un brivido inestinguibile."

Un diario che inizia il 2 dicembre 1991 e si conclude il 12 febbraio 2005, un diario di idee e di riflessioni sul cinema e sull’idea che i due fratelli Dardenne hanno della loro opera. La firma che appare è quella di Luc che con Jean-Pierre, il fratello, forma una sola mente, una sola sensibilità e le scelte sono le stesse, tra loro rigorosamente coerenti.
Il cinema è specchio e luogo interpretativo della realtà, è immagini che fissano il mondo, è domande sul nostro presente. Un film è prima di tutto esperienza umana, e questa idea vale sia per chi lo fa che per chi lo guarda. E questo diario annota non tanto i fatti, ma le letture, gli incontri, le considerazioni su ciò che è stato girato e sui film che i fratelli stanno scrivendo. "Scrivere una sceneggiatura non è semplice. Tutto nasce con difficoltà. E sempre accompagnato da gemiti. Per fortuna siamo in due".
I personaggi dei film si animano ed esigono, come se fossero creature vive (i sei personaggi…) e creano collegamenti mentali con celebri figure letterarie: Rosetta è in un certo senso Madame Bovary, l’una alla ricerca di un vero lavoro, l’altra di un vero amore, Rosetta è la pronipote di Emma e la solitudine è ciò che resta a queste donne inquiete.
Vediamo, pagina dopo pagina, la genesi dei film, le innumerevoli stesure che hanno preceduto le riprese, e le considerazioni, le revisioni, i cambiamenti, le aspettative…
Per chi conosce le opere dei Dardenne, questo libro ha veramente un sapore particolare, viene il desiderio di rivedere in dvd i vari titoli, sorgono pensieri che da spettatore non si era riusciti a formulare, insomma chi ammirava i due fratelli non può che aggiungere ammirazione e chi non ne conosceva la cinematografia, penso, si sentirà sicuramente in dovere di vedere qualcosa, di capire il risultato di tanta elaborazione.
Completano il Diario tre sceneggiature di celebri film: Il figlio, che propone un’ultima scena diversa da quella che poi è stata realizzata; L’enfant di cui  è stata riscritta una scena, la 14, per non imprigionare troppo il personaggio di Bruno in un’immagine (quella del cappellino); Il matrimonio di Lorna che ha dovuto adeguare, nelle riprese, alle competenze linguistiche dell’attrice originaria di Pristina, le battute in francese.
consigliare la lettura del libro è anche consigliare la visione dei film, tutti bellissimi, ma Rosetta è imperdibile!
 

Chi trova il nemico trova un tesoro - Domenico Valeriano Durante

Volgete lo sguardo alla fossa, imparate dai cadaveri l’ obbedienza
Il nemico - Emanuele Tonon

"Il nemico" è il romanzo d’esordio di Emanuele Tonon, scrittore friulano "non proprio di primo pelo" come lui stesso si è definito durante l’intervista a Radio 3 per la trasmissione Fahrenheit, teologo-operaio come è scritto sulla prima pagina del suo libro. Teologo-operaio, definizione che puntualmente riappare in ogni intervista sostenuta da Emanuele, per via della sua formazione: operaio già a quindici anni, frate francescano da diciannove a ventisei anni, e poi ancora operaio. La fabbrica e il seminario, nell’una il rumore nell’altro il silenzio, eppure è quasi un endiadi per indicare metaforicamente un luogo di obbedienza con tempi e spazi ben definiti. Data l’esperienza lavorativa di Tonon, visto il sottotitolo del libro (romanzo eretico) e considerato l’abbandono del seminario, verrebbe subito da pensare alla Teologia della Liberazione. Invece no: quale riferimento teologico principale Tonon cita il teologo giapponese Kazoh Kitamori e il suo libro Theology of the pain of God, a detta dello scrittore vertice di pensiero della Teologia del dolore di Dio, di cui fino a qualche settimana fa ignoravo l’esistenza. Nell’intervista a Radio 3 Tonon si dice scrittore tra virgolette cattolico e pone la sua fede al confine con l’eresia; eresia che nell’intervista per Culturapop definisce "feto nato morto da troppo amore" e ancora: "è eretico, sì, questo romanzo, ma lo è per troppo amore, non per troppo poco". Troppo amore, aspettando la resurrezione dei morti e la vita nel nuovo mondo che verrà ma niente amen, ché da troppo tempo la promessa dell’ Apocalisse è disattesa, Dio è muto e gli uomini sono stanchi di invocarlo inutilmente. "Dove gli uomini non riescono a vivere gli dèi non se la cavano certo meglio", e se sono riuscito a infilarci una citazione di Cormac McCarthy sento di aver fatto il mio porco dovere. Tonon si lamenta del silenzio della Chiesa sull’unica speranza dei cattolici, la Parusia, e del tormentoso discorrere attorno a questioni secondarie: "cosa fare dei propri organi genitali, è materia che schizza fuori, ingestibile, per esempio. Al cuore devastato di Cristo so che non interessa in quale buco infilo il mio cazzo, e ci mancherebbe". Diretto e coinciso e insospettabilmente in accordo con l’erotomane e ratzingeriano Camillo Langone, che sul Foglio temo sia stato poco accorto nel liquidare "Il nemico" come opera di poco valore prodotta da un "seminarista deluso alla Antonio Moresco" (!), quando nel suo articolo dedicato alla concupiscenza scrisse "è svilente, insultante pensare che Gesù si sia fatto inchiodare a una croce per impedirci di rubare la marmellata o di toccarci il pisello".
"Il nemico" è un romanzo spietato, senza speranza, respinge la luce e accoglie il buio quale acconto sulla morte tanto desiderata. Il romanzo parla dell’ amore che non c’è, affogato nel dolore per un figlio mai nato; parla di un padre che non c’è, morto soffocato per la segatura che aveva nei polmoni; parla di un figlio che non c’è e soprattutto di Dio che non c’è, ritirato in qualche recesso e sordo alle preghiere. Non c’è niente a parte la sofferenza degli uomini stramazzati, la quale si palesa ad ogni pagina, fedele, ammorbante. La Sacra Scrittura è mancata alle proprie promesse di salvezza ed ha mantenuto quelle di dannazione in Terra e allora il protagonista si appresta a compilarne una nuova, che sia vera, secondo l’esperienza che ha fatto della vita. Nuove parabole sbronze e tragiche per dire la morte in vita all’unico discepolo, la sposa muta.
Maria Saporito ha recensito questo romanzo su Il Domenicale scrivendo: "quelli tracciati ne “Il nemico” sono i confini spaventosi del regno sconsolato della spiritualità tradita che trova ristoro solo nel vino e nell’attesa spasmodica del silenzio finale. Non un delirio scomposto, piuttosto una preghiera incendiata, una bestemmia struggente che conduce alla considerazione finale: «Sarà Dio a doverci chiedere perdono, non noi scimmie casuali che siamo»."
Prendete e leggetene tutti.

Domenico Valeriano Durante

Tonon a Fahrenheit

Emanuele Tonon, con il suo romanzo "Il Nemico", è tra i candidati a libro del mese di Fahrenheit.
Qui l’audio dell’intervista.
Se vi è piaciuto, votatelo.

Luc Dardenne su Alias

Dietro i nostri occhi è il libro di Luc Dardenne. Un diario di viaggio lungo 14 anni.
Appunti e riflessioni durante la realizzazione dei suoi film. Tre sceneggiature dei suoi film più noti e famosi, girati insieme al fratello Jean-Pierre.
Su Alias.

Il Quartetto dei Redivivi

Luciano Bianciardi, Romain Gary, Curzio Malaparte e Richard Yates.
Isbn ha pubblicato l’opera omnia di Luciano Bianciardi nei due Antimeridiani, disponibili anche sullo shop.

 

L’eroe alternativo sul Domenicale del Sole24ore

L’articolo di Roberto Bertinetti sull’ultimo romanzo Isbn. Il libro di Thorton in compagnia dell’ultimo di Hornby per Guanda.
"I libri di Nick Hornby e Tim Thornton testimoniano il netto cambio di stagione nei romanzi sulla musica: da fratture generazionali a nostalgici tuffi nel passato".