Archivio di Novembre 2009

Altri Giorni, Altri Alberi, su Affari Italiani

Altri Giorni, Altri Alberi, su Affari Italiani.

"Qui gli Alberi di Natale si scontrano in vere e proprie battaglie. Da essi dipende la sopravvivenza, soprattutto spirituale, del quartiere che rappresentano. Il protagonista è il povero Vinicio, capogabbiotto  responsabile della preparazione di Gustavius, l’albero del quartiere Marassi che, malato e ormai stanco per le mille sfide, deve uscire indenne dallo scontro finale con lo spietato albero avversario, Mascherafuturo. Capite lo stupore per chi legge? Qui entra il gioco un cartone animato di culto, l’Uomo Tigre. Vinicio è infatti innamorato di Mirella, che si prende cura dei bambini di un orfanotrofio… Non aggiungiamo altro. Diciamo solo che è molto raro leggere pagine tanto sorprendenti, vibranti, ammalianti, a tratti drammaticissime, commoventi e sottilmente (auto)ironiche allo stesso tempo, sospese tra fiaba e fantascienza, dove più che la trama conta l’atmosfera, che definire irripetibile è troppo poco. Un piccolo bellissimo romanzo, "Altro giorni, altri alberi". E guai a parlare di postmoderno".

Anni zero su la Repubblica

Questo l’articolo di Giorgio Falco apparso su la Repubblica del 24 novembre.

Un tentativo di decifrare quest’epoca sfuggente benché apparentemente notiziabile in ogni sua forma scritta, visiva, sonora. Anni zero 2001 – 2009 Almanacco del decennio condensato è un’antologia di articoli e saggi scritti negli ultimi otto anni. Mi sono chiesto se fosse più adeguata la definizione decennio condensato o piuttosto decennio concentrato, ma concentrato oltre a qualcosa di ristretto e soprattutto assorto, prevede l’eliminazione – come nel caso delle conserve alimentari – dell’acqua. Condensato, benché simile nel processo, pare più morbido e asettico, quasi materno e alieno latte condensato, e questi anni violenti e tragici ci hanno abituato – almeno nella parte di pianeta che consideriamo essere il mondo – all’occultazione, all’evanescenza. Condensato dà l’idea di trasformazione e non di eliminazione, trasformazione continua per una vita allestita sotto una grande cappa, che alterna il vapore alla liquidità, al sole beige accecante. Gli anni zero nell’antologia iniziano con l’assassinio di Carlo Giuliani e – passando attraverso l’11 settembre, guerre, disastri ambientali, crisi economiche ed emergenze sanitarie – terminano con la morte di Michael Jackson.
Pur con alcuni esiti disuguali, il merito del libro – e della sequenza che diviene linguaggio interno all’opera – è quello di far coesistere autori e argomenti molto diversi tra loro senza creare l’effetto per cui tutto è equivalente, in un mondo triste e gioioso, intervallo ininterrotto di segni e messaggi, di verità labili, intercambiabili. Contro l’ingenuità opportunistica e ironica del cinismo, senza cedere a moralismi condivisibili e ricattatori, è bene ricordare che tra la cassa da morto di Michael Jackson e lo spazio concesso a un rifugiato politico o a un apolide, c’è differenza; tra il maiale nell’allevamento intensivo – magari il virus è partito proprio da quell’anonimo maiale (le stelle sono tante/milioni di milioni/ diceva un jingle profetico anni fa) – e un terzino coreano allenato (o allevato?) dall’olandese Gus Hiddink, c’è differenza; tra il sistema di controllo finanziario e la visita di un otorino dopo gli attentati dell’11 settembre, c’è differenza; così come tra un villaggio per pensionati scandinavi in Tailandia e un centro di permanenza temporanea. Il nostro compito è intercettare quei punti di contatto nei quali si cela la struttura dell’intero fluire, l’illimitata circonferenza senza centro, bordo sul quale viviamo. Ogni ferita – per quanto suturata da infiniti eventi – porta la voglia di fare una cernita dei fatti più significativi, la lista da cui partire per un’analisi, evitando il compiacimento e la suggestione del ricordo ninna nanna. L’Italia di questi anni è stato un luogo potente, una nazione faticosa, sfinente e stimolante in cui vivere. Gli anni zero lasciano la vertiginosa oscillazione collettiva tra indifferenza e indignazione, due stati d’animo che a prima vista sembrano opposti, ma in verità quasi coincidono, perché entrambi delegano l’azione a qualcun altro, soprattutto quando l’indignazione si esprime in sterili campagne web, surrogati delle nostre voci, quelle vere. Almeno nella segretezza dei nostri pensieri indifferenti, si combatte, a volte, qualcosa, mentre l’indignazione è oscena, si risolve tutta in se stessa, platealmente, e quasi mai porta ad agire, attende da dio, dal poliziotto, dal giudice, dal caporeparto, dal numero di contatti la risoluzione di quel sentimento. Sono stati gli anni in cui abbiamo accettato una pellicola tra i fatti e la narrazione dei fatti, e quella pellicola è diventata tutto, il camuffamento visibile del reale, grazie al quale abbiamo creduto di raggiungere – con la continua messa in onda di immagini, parole e suoni – una vicinanza maggiore; anni zero in cui l’archivio – visivo, scritto, sonoro – ha cercato di fagocitare ogni cosa, per diventare, pur nella frammentazione, una sola, immensa immagine e parola, sincronizzata e replicabile, un unico infinito suono; e al tempo stesso, ogni singola immagine e parola, ogni piccolo suono, ha cercato di diventare autorevole, per il solo fatto di esistere all’interno dell’archivio: anche questo spiega il successo di YouTube e la diffusione definitiva del web. Sono stati gli anni zero – italiani – in cui si è consolidata l’abitudine di chiamare per nome persone coinvolte in fatti pubblici, cruenti, tragici, futili, docili, forse un prolungamento del reality, delle sue logiche di eliminazione e falsa condivisione confidenziale: Erika, Chiara, Alberto, Belen, Eluana, Meredith, Raffaele, il piccolo Tommy, il piccolo Samuele, Amanda, Olindo, Silvio, Rosa, Mike. Il corpo sociale distrutto è diventato un insieme illimitato di nomi, di pelle valicabile inserita nella sparizione, come se tutti questi nomi fossero l’unico grande corpo rimasto, senza testa, senza organi, come Giorgio, che adesso sta finendo questo pezzo.

 

Isbn al MEI - Meeting Etichette Indipendenti

Come ogni anno, appuntamento fisso a Faenza. Isbn sarà al MEI, il Meeting Etichette Indipendenti, durante il quale – oltre all’ottima musica – potrete anche trovare i nostri libri e le ultime novità, tutte ad un prezzo speciale.
Potrete scoprire tutti i retroscena degli ultimi tour dei R.E.M. su Hello, il libro fotografico realizzato da David Belisle, che li ha accompagnati in giro per il mondo negli ultimi sei anni.
Se siete dei ritardatari cronici, Why Steve Was Late. 101 fantastiche scuse per chi è in ritardo, vi darà una mano per tirarvi fuori da spiacevoli situazioni (divertendovi).
Scoprirete Altri giorni, altri alberi, una favola di Natale che vi condurrà nelle atmosfere oniriche dei film di Tim Burton e Jeunet-Caro, o la vera storia della famiglia più importante del mondo, The Simpsons. O, ancora, una serie di interessantissimi saggi sugli avvenimenti dell’ultimo decennio, dall’attacco terroristico alle Torri Gemelle alla morte di Michael Jackson: Gli Anni Zero.
E, in anteprima assoluta, potrete gustarvi Heavy Metal in Baghdad, l’avvincente storia degli Acrassicauda, l’ultima – e più famosa – band heavy metal irachena.
I nostri intramontabili libri musicali, più scontati che mai: Post-punk e Hip-hop rock di Simon Reynolds, il documentario sui Sex Pistols di Julien Temple, The Filth and the Fury e l’edizione limitata del libro The Clash, la storia completa del gruppo che ha rivoluzionato la musica Punk.

Luc Dardenne, videointervista

Su Cinefestival la videointervista a Luc Dardenne in occasione del Torino Film Festival.
Nel nostro catalogo, da poco pubblicato, "Dietro i nostri occhi".

 

Qual è per te il senso della vita? 



Partecipate numerosi al concorso sul minisito "Pensare è fichissimo".
Potete vincere i libri di Brenifier e Desprès.

Emanuele Tonon Premio della critica a Esor-dire

Emanuele Tonon, con Il Nemico, ha vinto il premio della critica a Esor-dire.
Un bel successo per il nostro scrittore, con il suo romanzo che è un feroce atto d’accusa di un uomo contro Dio: quel Dio assoluto e fallace che, se anche esistesse, dovrebbe rispondere del crimine odioso di consentire il dolore, la morte, il tradimento.
Vi ricordiamo anche che sul minisito del Nemico è possibile leggere gratis un capitolo del libro. Buona lettura.

Luc Dardenne a Milano

Il celeberrimo regista belga Luc Dardenne converserà con Morando Morandini (il decano della critica cinematografica) e Daniela Persico (giornalista de La Repubblica) e parlerà del bel libro "Dietro i nostri occhi", pubblicato da Isbn. E poi si intratterrà con il pubblico presente in sala.
L’evento avrà luogo nella sala all’ultimo piano della Fnac di via Torino. Accorrete numerosi.

Why Steve was Late su Sei di Moda

Alcune delle scuse di Steve, on line, sul sito Sei di Moda.
Qual è la vostra preferita?

Hello - R.E.M.

In arrivo un libro che non potrà mancare nella collezione di tutti gli amanti dei R.E.M.: Hello, il libro di foto di David Belisle che documenta sei anni di tour di Michael Stipe e soci.
Su Virgin Radio l’articolo e alcuni degli scatti più belli del fotografo.

Uomini nello spazio su l’Unità

Marco Petrella recensisce Uomini nello spazio di Tom McCarthy su l’Unità.