Gli uomini delfino

Torsten Krol

Intervista a Torsten Krol

L’intervista che segue è stata pubblicata su "Cultura Pop" 2/2009.

Allora, sei Salinger?
No, non sono J.D. Salinger. A quanto ne so, Salinger non pubblica nulla di nuovo da 40 anni.

E per caso sei Stephen King?
Non sono nemmeno Stephen King. No capisco nemmeno se devo prenderla come una battuta o come un insulto. E comunque, è stato detto più volte che vivo nel Queensland, in Australia, cosa che dovrebbe scoraggiare questo tipo di supposizioni.

Abbiamo anche il sospetto che tu e il tuo agente siate la stessa persona.
Adesso dovrebbe essere il mio agente a sentirsi insultato! Non ci siamo nemmeno mai parlati perché tendo a evitare questo tipo di comunicazione. L’ho trovato su internet e ho pensato che potesse apprezzare il mio lavoro. Anche se ho il sospetto che di quando in quando si possa irritare a causa delle limitazioni imposte al suo lavoro di promozione dal mio anonimato. Andiamo d’accordo perché lui è sempre curioso a proposito del mio lavoro, e io gli sono profondamente grato per la sua comprensione e i suoi sforzi per conto della mia scrittura.

OK. Parliamo del tuo lavoro. Noi abbiamo amato moltissimo Callisto, soprattutto il suo combinare un intrigo perfettamente congegnato con un’acuta, lucida analisi delle paranoie dell’America contemporanea. E sebbene Gli uomini delfino abbia lo stesso potere magnetico sul lettore, questo romanzo potrebbe anche essere interpretato da un punto di vista più simbolico, più astratto. Sei d’accordo?

Il critico del "Telegraph" ha fatto una supposizione simile, ma non mi interessa scrivere con metafore o simbolismi. nel caso di Gli uomini delfino ho cercato di raccontare la vita delle tribù indios del Sudamerica, creando da ciò una storia di avventura. Tuttavia, è vero che sono un fervente oppositore del totalitarismo e dei regimi totalitari in genere, perciò è forse inevitabile che la storia sia ambientata nel periodo che segue la Seconda Guerra Mondiale e parli della diaspora nazista.

La vicenda de Gli uomini delfino inizia nel 1946. È possibile vivere un’avventura nel 2000?

Forse non proprio così, del resto il mondo si è ridotto e la comunicazione non conosce più il problema della lontananza. Ma è possibile scrivere storie emozionanti basate su elementi del mondo che sta proprio davanti a noi, sebbene molti si rifiutino di vederli. In certi casi la satira può essere oggi una forma di avventura.

Gli uomini delfino
è il tuo primo romanzo (da quello che sappiamo). Stai lavorando a un nuovo libro?
Io scrivo perennemente perché è la cosa migliore, e forse anche l’unica, che riesco davvero a fare. Non sono molto incline a stare in compagnia della gente, ma scrivere storie sostituisce questa attitudine. Sembra che ci sia un’incredibile ricchezza di materiale là fuori, che a volte penso esistere solo nella mia mente. Sì, sto lavorando ad un altro romanzo.

Odell Deefus voterà per Obama o per McCain?

O.D. probabilmente sarebbe affascinato da John McCain, che forse lo chiamerebbe benevolmente «figliolo», atteggiandosi a un benigno e gentile patriarca fino a quando Odell non farebbe o direbbe qualcosa che lo fa arrabbiare. Poi Odell vedrebbe il volto vero della guerra e questa confusione interna e questa apparente contraddizione gli darebbero probabilmente uno valido spunto per scrivere una nuovo romanzo. Odell non è particolarmente sveglio e, per me, questo è parte del suo fascino, insieme con la sua taglia. Il solo immaginarlo in alcune situazione mi fa sorridere. Torsten Krol voterebbe per Obama, perché sembra l’unica scelta sana.

Callisto sta per essere pubblicato negli Stati Uniti, dopo due anni di assurda indifferenza. Qualcosa è cambiato?

Non saprei, lascio che di questo genere di cose se ne occupino il mio agente e il mio eccellente editore inglese, che ha i diritti inglesi del libro. Penso che sia molto difficile e importante avere un editore che trovi la storia divertente. Questo è più complicato di quello che sembra, specialmente quando critichi gli orrori della guerra, perché ciò potrebbe far pensare a un’atteggiamento non patriottico. Sono stati tempi duri per gli americani e la loro coscienza fa fatica a farli sorridere, soprattutto di se stessi. Gli scrittori hanno il compito di cambiare quest’attitudine. So che molti editori statunitensi hanno richiesto i diritti per un autore australiano, nell’emisfero Sud, che scrive dell’America facendo grande satira. Apparentemente, solo gli americani sembrano autorizzati a farlo, ma, generalmente, ne hanno perso la capacità.

3 Commenti a “Intervista a Torsten Krol”

  1. [...] entrambi pubblicati da ISBN edizioni. Sul nostro sito è possibile trovare una intervista molto interessante all’autore (che non è Salinger, e nemmeno Stephen [...]

  2. [...] entrambi pubblicati da ISBN edizioni. Sul nostro sito è possibile trovare una intervista molto interessante all’autore (che non è Salinger, e nemmeno Stephen [...]