Facile da usare

Oreste del Buono

Intervista a Nanni Balestrini

Nanni Balestrini è un poeta e scrittore italiano, tra i fondatori del Gruppo 63, una delle esperienze di neoavanguardia più importanti del secondo dopoguerra. Tra le sue numerose opere ricordiamo Gli invisibili, uno dei romanzi definitivi sui movimenti degli anni ‘70 in Italia.

Che rapporto c’era tra Oreste del Buono e il Gruppo 63?
Nella prima antologia del Gruppo 63 erano presenti alcuni autori che non avevano partecipato all’incontro di Palermo, come Gramigna, Lucentini, Tadini e appunto Del Buono. Autori della generazione precedente a quella dei componenti del Gruppo, che si ritenevano validi e interessanti sul piano della scrittura di ricerca.

Un’esperienza di neoavanguardia come quella del Gruppo sarebbe possibile oggi? Cosa si perderebbe e cosa si guadagnerebbe, considerando le profonde mutazioni del panorama culturale e tecnologico?
Un’esperienza di avanguardia si ha quando avviene una violenta e rapida trasformazione della società, come è stato con la rivoluzione industriale dell’Ottocento e con quella dell’ultimo dopoguerra. Cambiano la percezione della realtà, l’immaginario, i modi di vita, e anche l’arte e la letteratura si trasformano radicalmemte, avviene un salto da una generazione all’altra. Sono processi ineluttabili, che non si possono inventare né evitare.

Sembra che al giorno d’oggi la poliedricità di una figura multiforme e spesso inafferrabile come quella di OdB sia quasi un malus, soprattutto nel panorama culturale italiano. Che ne pensa?
Del Buono ha attraversato per più mezzo secolo la cultura e l’industria culturale italiana in tutte le sue articolazioni, con straordinaria attenzione, intelligenza e precisione, con una duttilità che gli ha permesso di essere sempre un contemporaneo attivo. Nell’attuale appiattimento sul mercato dell’industria culturale in tutti i settori, una simile figura non è più pensabile. Semmai quello che manca è un’azione per separare drasticamente la letteratura, e la cultura in generale, dai prodotti artificiali di consumo che la inquinano.

Che ricordi ha di Facile da usare? Lo lesse quando uscì?
Certamente, come ho accennato all’inizio è stato uno dei libri che ha anticipato la fase di ricerca attraversata negli anni successivi dalla letteratura italiana. E rimane ancora un libro non scalfito dal tempo: attuale, importante e leggibile. E’ auspicabile che anche altri libri di del Buono vengano riproposti.

Un Commento a “Intervista a Nanni Balestrini”

  1. [...] storica editor per diverse case editrici italiane, Stefania Rumor, direttrice di Linus, e Nanni Balestrini, autore e membro fondatore del Gruppo 63 di cui OdB faceva parte. Infine abbiamo pubblicato anche [...]