La lotta peruviana al ritardo
LA GUERRA DEL TEMPO. LA HORA PERUANA HA LE ORE CONTATE. UN ARTICOLO DA PEACE REPORTER.
Per liberare il Paese “dalle catene” del ritardo perenne, insito nel Dna di ogni peruviano, il governo di Alan García ha deciso di iniziare una vera e propria guerra di restaurazione della puntualità.
A mezzogiorno di ieri nelle principali piazze di città e paesi verrà letto il manifesto dell’ora esatta, il rispetto della quale è presupposto essenziale di serietà, primo passo per un popolo che intende risollevare la testa e lanciarsi nella competizione internazionale. E, affinché il messaggio non passi inosservato e costringa ogni cittadino a sincronizzare gli orologi sull’ora ufficiale (dettata dalla Marina militare), i dodici rintocchi saranno scanditi da ogni campanile del paese sudamericano e accompagnati dalle sirene di ogni singola autocisterna dei vigili del fuoco.
Haracio. Da oggi, poi, radio e televisioni saranno invase per giorni da spot che proporranno l’immagine di una mascotte scelta ad hoc: un pupazzo colorato dal nome simbolico Horacio che canterà uno slogan destinato a diventare un vero tormentone, “Perù, la hora sin demora” (l’ora senza ritardo).
Misure drastiche per sradicare un’usanza senza dubbio snervante. In tutto il paese sono infatti pochi gli appuntamenti, anche pubblici, che iniziano all’ora stabilita. Un’attitudine che è arrivata a dettar legge fino a ispirare un neologismo, la hora peruana. Una vera e propria malattia degenerativa, tanto che gli organizzatori di spettacoli, eventi, in-contri istituzionali hanno dovuto iniziare a scrivere sugli inviti la dicitura “ora esatta”, per contrapporla all’altra, la peruviana.
Rispetto. La campagna per la puntualità durerà fino al 28 luglio, giorno dell’indipendenza nazionale, “data nella quale speriamo di poter dichiarare la nostra indipendenza da questa forma di schiavitù”, fanno sapere dall’Acuerdo Nacional, un gruppo formato dal Governo, dai partiti politici e dalle organizzazioni civili, e ideatore di questa campagna. “La puntualità è una virtù civile che esprime rispetto per gli altri”, ci tiene a sottolineare Max Hernandez, segretario tecnico dell’Acuerdo “il Perù ha bisogno di inserirsi nel mondo, di essere competitivo, e bisogna partire proprio da questo per cominciare a esserlo”.
E a quanto emerge da una recente inchiesta pubblicata da El Commercio, i peruviani sembrano aver capito l’importanza della guerra ai ritardatari e paiono disposti ad appoggiarla. E il 91 percento degli abitanti di Lima hanno dichiarato che faranno di tutto per vincerla.
Il tempo. A dare il buon esempio saranno comunque i deputati. Parola del presidente del Consiglio dei ministri, Jorge del Castello, disposto a far di tutto per togliere al paese la brutta fama di ritardatario, peggiorata specialmente durante il governo precedente. Il presidente Alejandro Toledo era talmente ritardatario che per definire i suoi orari non bastava ricorrere al termine hora peruana, ma era divenuto indispensabile un ulteriore neologismo, la hora cabana, dal suo paese di nascita.
“Il tempo è una risorsa non rinnovabile – ammonisce Hernandez – non dimentichiamolo più.”
di Stella Spinelli

