Mix Tape
L'arte della cultura delle audiocassette
Thurston Moore
Data di uscita: 12 Giugno 2008
A cura di: Thurston Moore
Traduzione: Massimo Gardella
ISBN: 9788876380938
Il libro
Le audiocassette non esistono più, eppure 20 anni fa rappresentarono una rivoluzione. Anche artistica ed estetica. Realizzare compilation e disegnare copertine fu un’attività che coinvolse milioni di ragazzi. Mix-Tape, realizzato da Thurston Moore, è un saggio-omaggio che si avvale del contributo di nomi noti nel panorama culturale internazionale: visual artists, musicisti, dj, esponenti dell’arte contemporanea, scrittori e sceneggiatori (tra cui Jim O’Rourke, Leah Singer, John Zorn, Allison Anders, Galaxie 500, Mike Watt e molti altri). Un tributo a un periodo di creatività straordinaria, una raccolta di playlist, una contaminazione di stili e involucri espressivi, una sorta di catalogo della memoria.
L’autore
Thurston Moore è voce e chitarra di uno dei gruppi più influenti del rock dell’ultimo ventennio: i Sonic Youth. Ha collaborato con i più importanti artisti della scena alternativa americana.
Libri musicali pubblicati da Isbn:
Post-Punk 1978-1984
Hip-hop-Rock 1985-2008
The Clash
The Clash Reprints
Totally Wired
Wire
L’importanza di essere Morrissey
Grunge
Rock the Casbah!
HMIB
L’eroe alternativo
Tormentoni!
The Filth and the Fury
Musica di plastica
Mix Tape
Tech Stuff
Discoinferno
Metapop
Emanuele Sacchi - Rumore
Silvia Bombino - Vanity Fair
Stefano Quario - Blow up
Il Giornale
Claudia Saracco - Come Sei
Stefania V. De Lorenzi - Rockstar
Il Denaro
Piero Santi - L’Unità
Angelo Di Mambro - DNews Bergamo
Elsa Bonfiglio - Kult
Sara Belotti - Duellanti
Il Denaro
Rinaldo Censi - Pulp
Rossano Astremo - wordpress.com
Bruno Ruffilli - La Stampa
Rodeo Magazine
Daniela Liucci - Mia
Giulio Brusati - L’Arena
Gabriele Pescatore - Il Mucchio Selvaggio
Stefano Pifferi - sentireascoltare.com
Enzo Rammairone - Rockerilla
Sara Cantarutti - Vice
Ilaria Mancino - Sounday Times
Sara Cantarutti - Vice
Andrea Morandi - Repubblica.it
Gianluca Veltri - Quotidiano della Calabria
Enzo Gentile - Il Mattino
Jadel Andreetto - Panorama.it
Marco Dellantonio - Lettera.com
Ernesto Assante - la Repubblica
Jadel Andreetto - Panorama.it
Gian Franco Grilli - Salsa.it
Carlotta Vissani - Buscadero
Marco Denti - Bookshighway.it
Alessia De Luca - Elle.it
Mix tape, l’arte della cultura delle audiocassette (Isbn, 2008)
Pubblicato da vertigine su Giugno 23, 2008
Un immenso effetto nostalgia è giunto dopo la lettura di “Mix tape. L’arte della cultura delle audiocassette”, edito da Isbn e curato dal guru Thurston Moore, leader dei Sonic Youth. Immenso effetto nostalgia perché ha aperto scatole della memoria da un bel po’ in cantina, quelli della mia adolescenza, quando per fare colpo su una ragazzina che ti piaceva producevi il tuo fantastico mix di tracce suddiviso nel duplice lato, nella speranza che almeno un paio di canzoni potessero travolgere il destinatario dell’opera. Il libro raccoglie un’introduzione all’edizione italiana di Bruce Sterling, l’introduzione di Thurston Moore e poi una serie di contributi di artisti, designer, registi, musicisti e scrittori, tutti “vittime” anche loro del fenomeno delle compilation su cassetta. C’è Dean Wareham che nel suo intervento sintetizza molto bene l’idea che si celava dietro la pratica del mix tape: “Ci vogliono tempo e fatica per registrare una compilation su cassetta. Il tempo impiegato implica un legame emotivo con in fruitore. Può essere l’intento di finirci a letto, o di condividere idee. Il messaggio della cassetta può significare. Ti amo. Ti penso sempre. Ascolta cosa provo per te. Oppure, forse: mi amo. Sono una persona di gusto che ascolta cose di gusto. Questa cassetta dice tutto su di me. C’è un che di narcisistico nel preparare un mix per qualcuno, e il gesto stesso di regalare una cassetta pone in qualche modo il destinatario a esserci debitore”. E’ vero, il mix tape è stato sostituito dalle attuali playlist, ma, ripeto, c’è l’onda anomale del culto per il vintage a dare alle audiocassette quel fascino immarcescibile e c’è, inoltre, un’altra questione che Moore specifica a chiusura di libro: “Con il digitale, il cervello assorbe le informazioni nella loro algebrica perfezione. L’analogico possiede quell’aura di mistero in cui dimora il senso dell’universo, che il digitale non è riuscito ad ottonere. Tutti noi abbiamo ascoltato album a ripetizione, e ogni volta l’esperienza era differente perché l’orecchio emotivo avrebbe reagito a risonanze precedentemente non riscontrate. Era come se ogni bacio regalasse una nuova sensazione. Il formato digitale è come un bacio freddo”. Ed ora, vi lascio con un regalo. Un virtuale mix tape, che raccoglie alcuni pezzi che più di altri ronzano nella mia testa in questo periodo.
La penombra stellata (mix tape del 23-06-2008 )
lato a
1. The Smiths - Sheila take a bow
2. Fiona Apple - Criminal
3. Portishead - Strangers
4. Elliot Smith - Between the bars
5. The Beatles - Lucy in the sky with diamonds
6. The Jesus and Mary Chain - Just like honey
7. Television - Elevation
8. PJ Harvey - To bring you my love
9. Arctic Monkeys - Brianstorm
10. Nirvana - Sliver
lato b
1. Radiohead - Knives out
2. Nick Cave and The Bad Seeds - From her to eternity
3. Depeche Mode - Blue dress
4. The Cure - Close to me
5. Tom Waits - Chocolate Jesus
6. Leonard Cohen - Dance me to the end of love
7. Jeff Buckley - So real
8. Cat Power - Lived in Bars
9. Sonic Youth - Bull in the heather
10. Bob Dylan - I’m not there
Clarissa Pinkola Estés nel suo famoso libro "Donne che corrono con i lupi" raccomanda una vita fatta a mano. Cioè riscoprire la gioia di scegliere per se e non lasciare che siano altri a gestire i nostri sogni. Per poco più di vent’anni le audiocassette hanno rappresentato un diario musicale e al tempo stesso un sottofondo sonoro interpersonale, la cui portata emotiva è superiore a qualsiasi playlist. La composizione di una audiocassetta era una storia lunga, e proprio per questo necessitava di una selezione accurata. Faceva parte di questa cura anche la composizione della "copertina", la scritta dei titoli, l’eventuale personalizzazione con ritagli di giornale, foto, scritte a collage. La composizione di una audiocassetta era cosa d’autore. Thurston Moore dei Sonic Youth onora quest’arte scomparsa con MIX TAPE, un libro dalla veste grafica molto particolare pubblicato da ISBN edizioni. L’audiocassetta ha segnato un’epoca. Introdotta alla fine degli anni ‘70 ha trasformato il concetto di fruizione sonora non solo perchè per la prima volta un oggetto di ridotte dimensioni poteva contenere molti minuti di suono e/o musica, ma soprattutto perchè diventava uno strumento autarchico e anche un po’ anarchico di gestione dello spazio uditivo. Le audicassette di Michele, duplicate da tutta la classe avevano un valore più alto dell’insieme di Lp da cui le canzoni erano tratte. C’era, nella selezione dei brani, qualcosa di più di una scelta commerciale, il pulsare di della poetica esistenziale di quel qui e ora rappresentato dall’emotività collettiva di un piccolo gruppo di amici. "Eppure l’audiocassetta ha avuto una vita breve - scrive Bruce Sterling nella prefazione all’edizione italiana del libro - Come una star maledetta. Non certo per colpa sua: il digitale l’ha annichilita all’improvviso, sbucato dal nulla proveniente da una tecnologia del tutto aliena che con la pacifica cassetta aveva la stessa somiglianza di un guerriero mongolo ad un contadino cinese". Il viaggio di Thurston Moore è nostalgico in un modo a volte straziante e raccoglie i contributi di molte persone: cuochi, musicisti, cineasti, poeti. Ci sono testimonianze galeotte, - "ricevetti una cassetta da un uomo e questo trasformò la cotta che avevo per lui in una esplosione di vero amore - viaggi mitici -"Aveva un mangia nastri in macchina…mi diceva "guidare così è molto più piacevole" - e marcatori di tempo, - "questa è la prima cassetta che ho registrato dopo essermi trasferito a NYC". Poi molte immagini di vecchie copertine e custodie fatte a mano. "In futuro - scrive Dean Wareham - quando i mix tape saranno oggetto di studio dei sociologi, arriveranno alla conclusione che il mix era una forma di discorso tipica della fine del ventesimo secolo".
Mix Tape - l’arte nella cultura delle audiocassette
di Thurston Moore
2008 ISBN edizioni
Autore Ilaria Mancino
Sonic Youth a Bolzano. Al Museion non ci sono solo rane
È partita in questi giorni Sensational Fix, la mostra dedicata ai Sonic Youth al Museion di Bolzano (recentemente criticato per aver alcune scelte artistiche, come quella della rana crocifissa). La rassegna, che proseguirà fino a gennaio, si è dimostrata all’altezza delle aspettative: vernissage affollatissimo, complice forse la presenza della band, e un live emozionante in una fonderia bolzanina, a degna conclusione della mostra Transart. L’esposizione è strutturata in due sezioni transmediali, quella centrale e quella satellitare dedicate all’attività quasi trentennale del combo attraverso una selezione di poster, copertine, flyer, t-shirt, foto, estratti sonori e diversi contributi selezionati dal chitarrista Thurston Moore. I Sonic Youth, dicono i curatori dell’evento, “sono il solo gruppo della storia del rock a cui sia possibile dedicare una mostra come questa” perché condividono in qualche modo lo stesso approccio artistico di Burroughs, Cage, Ginsberg, van Sant… Tutto il materiale raccolto da Sensational Fix diventa così testimonianza di una parte di storia dell’arte contemporanea americana. Durante la conferenza stampa al museo, Moore si nasconde dietro un paio di occhiali scuri, aria da star, Kim Gordon e Lee Ranaldo sono telegrafici e il batterista Steve Shelley si limita a un “hallo”. La presentazione scivola via tra qualche battuta con Dan Graham che ha concepito per l’occasione un padiglione dedicato agli archivi sonori della band, e molti ringraziamenti. Qualche scambio con i giornalisti e la seduta è tolta. Dismesso l’abito formale i Sonic Youth si aggirano per il Museion diventando all’improvviso molto affabili, tanto da suonare in una piccola jam con alcuni dei presenti nella “sala prove” allestita per la mostra. Panorama.it li ha intercettati tra un autografo, una foto e molte chiacchiere in attesa del concerto. Ranaldo è a Bolzano da qualche giorno… Sensational Fix mette in mostra opere di alcuni artisti che hanno collaborato con voi in maniera quasi simbiotica… Sì. Molti di loro hanno cominciato a lavorare con noi, quando - né noi, né loro - eravamo famosi. Alcuni erano amici, conoscenti o semplici frequentatori dei club dove abbiamo mosso i primi passi… Ricordo che certe volte le cose sono andate più o meno così: hey mi piace il vostro suono, posso disegnarvi la copertina del disco? Avreste mai pensato di finire in un museo? (Ride) Bè, quando abbiamo iniziato, mai avremmo immaginato una cosa del genere. Nella vita non si sa mai comunque… Sono anni che frequentate l’Italia. Come le sembra quest’angolo, un po’ insolito, del Paese? Molto bello. Trovo il panorama meraviglioso. Ho passeggiato per Bolzano con vero piacere. La commistione tra cultura italiana e tedesca è davvero interessante. Come sempre si mangia bene e la gente mi è parsa molto cortese. In questi giorni mi hanno anche prestato una bicicletta e sono andato a pedalare un po’ in giro. L’ho proposto anche agli altri e credo che in questi giorni faremo un mini tour nei dintorni in bici. A New York la cosa è molto più complicata. Certo, sono rimasto qui molto poco per poter dire definitivamente come ci si trovi da queste parti, ma la prima impressione è molto buona. Come le sembra la musica indipendente italiana? La scena italiana mi interessa… Saranno le mie origini… Ci sono molti gruppi validi, all’altezza del panorama internazionale. Con alcuni di loro ho anche collaborato per certi progetti sonori, come con i My Cat Is An Alien… Veniamo al live, cosa avete in scaletta? Sicuramente proporremmo brani dagli ultimi dischi, ma abbiamo in mente di offrire, in linea con la mostra, una sorta di panoramica di tutta la nostra produzione. Addirittura brani da Evol, Daydream Nation, Goo, Dirty e da qualcuno dei primi EP. Molto dipende anche dalla piega che prenderà la serata. Shelley interviene: “Abbiamo intenzione di dare in pasto al pubblico bolzanino, anche un paio di cose nuove. Due o tre brani… (molto probabilmente No Way e Mars, N.d.r.) Quindi state lavorando a qualcosa di nuovo? Sì. Le do uno scoop (ride) siamo al lavoro su un altro disco. Dovrebbe uscire, più o meno, la primavera prossima per i tipi della Matador. Non abbiamo ancora un titolo e, ripeto, siamo solo all’inizio, ma una paio di canzoni sono già pronte e le testeremo proprio qui. Speriamo bene… La vostra attività transmediale somiglia molto a quella dei Nine Inch Nails. Trent Reznor ha deciso di pubblicare gli ultimi album con licenza creative commons, in copyleft e di lasciare che siano liberamente scaricabili dal sito dei NIN. Voi ci avete mai pensato? La cosa è molto intrigante… dobbiamo informarci meglio. Potrebbe essere una soluzione interessante per il nuovo album. Ci penseremo. Perché no? Intercettiamo anche Moore. Lei ha curato una curiosa antologia, uscita in Italia per ISBN edizioni, che raccoglie vecchie compilation realizzate su audiocassetta da diversi artisti e musicisti a cavallo tra gli anni ‘80 e ‘90. Ha riscoperto qualcosa di interessante ascoltando quei nastri? Mi sono divertito tantissimo a fare questa cosa, anche se all’inizio, quando mi è stato chiesto ero un po’ scettico. E devo confessare che, in effetti, riascoltare certe canzoni dopo tantissimi anni è stato come scoprirle di nuovo. Tutto questo materiale, piovuto dal passato, si è rivelato una grande fonte di ispirazione.
Mix tape: Tutta l’estetica delle compilation su nastro
Mix su cassetta fatti, ricevuti o spediti tra la metà degli anni ‘70 e gli anni ‘90 da un gruppo eterogeneo di personaggi messo insieme da Thurston Moore, chitarra e voce dei Sonic Youth. Questo libro non parla di arte bella. La cultura dell’audiocassetta, creata da musicisti, pirati, delusi dall’amore e diseredati, non è stata la cultura più elegante del pianeta. Si trattava di arte povera - un lungo e variegato testamento dell’etica della vita di strada tipica del modello fai-da-te della scena punk. La digitalizzazione della musica ha cancellato le cassette dalla faccia della terra. La scomparsa delle cassette ha significato l’estinzione del mix su nastro, uno dei rituali sociali la cui memoria rimarrà, finché dura, associata a quei circa quindici anni che vanno dalla fine degli anni ‘70 ai primi anni ‘90. E’ difficile, a più di dieci anni dall’esaurimento del fenomeno spiegare a chi non c’era quello che si è perso o persa, perché il punto del mix va molto al di là del fatto di assemblare illegalmente della musica di provenienza diversa (pratica che gode di ottima salute, peraltro). Probabilmente aveva più a che fare con un rapporto con il tempo che è andato perduto, visto che fare un mix su cassetta richiede un tempo superiore alla somma delle durate dei pezzi selezionati (ore ed ore!), costringe a cambiare disco tra un pezzo e l’altro, con il rischio di sforare la durata del nastro e quindi di tagliare dei brani (a qualcuno succedeva ogni volta). Se il tentativo di spiegazione che ho messo insieme non vi soddisfa, o se volete semplicemente rivivere i bei tempi andati è difficile che troviate qualcosa di meglio di Mix Tape, a partire dall’edizione (incredibile, bellissima, da sola vale abbondantemente il prezzo del libro). Mix Tape esplora tutti gli aspetti della compilation su cassetta - a parte quello squisitamente musicale, curiosamente - assemblando fotografie di vetusti nastri, completi di copertina e track list autografa con i ricordi e gli aneddoti di coloro che li assemblarono/ricevettero in dono in anni ormai lontani. E non importa se i nomi dei personaggi coinvolti nell’operazione da Thurston Moore ai più non diranno granché, visto che l’eco dell’energia un tempo contenuta in queste scatolette di plastica multicolori (le cassette, voglio dire) è sufficiente a rendere decisamente affascinanti le pagine di questo volumetto.

