Metapop

Storia del pop dal big bang a Kylie Minogue

Paul Morley

416 PAGINE | 19 EURO
Data di uscita: 8 Marzo 2005
Traduzione: Clementina Liuzzi, Enrico Monti
ISBN: 9788876380112

Il libro

Cosa avrebbero da dirsi la sexissima cantante australiana Kylie Minogue e l’umbratile filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein attraversando tutte le città del mondo su una Cadillac decappottabile? Chi crede che la filosofia non abbia nulla da dire alla musica pop e viceversa sarà costretto a mettersi a sentire. In un incredibile e documentatissimo viaggio, traboccante di scoperte musicali, classifiche e avventure romanzesche, Paul Morley, famoso e fantasioso giornalista inglese (BBC, NME), ci costringe ad ascoltare di più e meglio. Sul suo piatto da filosofo-dj girano Donna Summer e John Cage, Rachmaninov e i New Order, Guido d’Arezzo e Baudelaire, nel più esauriente, lucido e divertito remix della storia della cultura popolare. Un ritmo che ti entra nelle orecchie e che ti fa muovere a tempo, sempre che tu riesca a stargli dietro.

L’autore

Paul Morley ha scritto per il New Musical Express dal 1977 al 1983, ha collaborato con molte altre riviste, tra cui The Face ed Esquire e ha presentato il Late Show per BBC 2. In ambito discografico, ha fondato la Z.T.T. Records e ha lavorato con Frankie goes to Hollywood, Art of Noise, Grace Jones, New Order e Brian Eno.

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Lo sapevate che il giallo è il colore del successo? Che il brit pop e il New Labour sono la stessa cosa? Che il postmoderno è cominciato dopo Hiroshima? Che Andy Warhol era una "persona banale a cui piacciono le cose noiose"? Sapete chi è l’inventore del silenzio? Della penna biro? Quanto pesava il primo cellulare? Per Paul Morley, famoso e fantasioso giornalista inglese, scrivere la storia del pop vuol dire raccontare il lungo viaggio in Cadillac decappottabile di una sexissima cantante australiana attraverso tutte le città del mondo. Metapop. Storia del pop dal big bang a Kylie Minogue (ISBN Edizioni, traduzione - splendida - di Clementina Liuzzi ed Enrico Monti) è uno strabiliante, ipertrofico, divertentissimo, napoleonico remix. Apritelo, leggetelo, guardatelo. Scoprirete un sacco di cose, dal gossip più spinto alle più sublimi scoperte musicali. "Se si è offesa Kylie? Spero proprio di no - dopotutto l’ho messa al centro di una storia della cultura popolare e ho considerato che la sua musica, specialmente la canzone Can’t Get You Out Of My Head, rappresenti i meravigliosi modi con cui la musica fluisce attraverso l’eternità, conquista le nostre speranze, i nostri sogni, le nostre paure, le nostre aspettative. So che alla fine di un’intervista che ha rilasciato ad ID, le è stato chiesto se le faceva effetto essere la protagonista di una storia del pop. ‘Piuttosto’, ha detto. Sono stato molto contento di quel ‘piuttosto’. Conosceva il libro? Fantastico. Non conosceva il libro e ha finto? Sarebbe altrettanto fantastico, la dimostrazione che le popstar come Kylie riescono a cambiare forma in un istante solo". Non a caso il pop rappresenta proprio questo: la capacità di cambiare. Nato subito dopo la seconda guerra mondiale, "qualche anno dopo Hiroshima, quando tutto è cambiato e ricominciato da capo", il pop è stato "un modo di dimostrare che c’è ancora vita, progresso, ottimismo, e che qualche volta la vita, il progresso e l’ottimismo possono essere contenute in una canzone di tre minuti". Paul Morley, che scrive o ha scritto per NME e The Face, ha lavorato per la Bbc e in ambito discografico con Brian Eno, Frankie Goes to Hollywood e Grace Jones. "La devi sempre aspettare. Ma vale sempre la pena farlo. Ho lavorato con lei su Slave To The Rhythm. L’ho sempre e solo incontrata di notte. Era al suo meglio, di notte. Non saprei nemmeno immaginarla alla mattina. Era un misto tra un membro di un’esotica famiglia reale di alieni proveniente da un paese che non è mai esistito per migliaia di anni e una popstar inventata da un surrealista di Marte". Nessuno scampa dalla penna furibonda di Morley: Eminen è "l’anello mancante tra Bing Crosby e ‘fanculo, fottiti stronzo’", quello di Simon & Garfunkel è "folk di lusso", i Coldplay sono così ignoranti da credere che "il mondo sia piatto". E Iggy Pop, durante un’intervista, lo guarda e gli dice: "Paul, tutte queste cazzate vanno benissimo… ma ora che ne dici di farci una birra, eh?". "Se ho poi bevuto la birra con Iggy? Oh sì, nessun critico rock può dirsi tale se non ha bevuto almeno una o due birre con Iggy nella penombra del leggermente disturbante e anonimo bar di un hotel dove la clientela vi guarda come se non fosse mai stata in quel posto prima di quel momento".

Prendiamo due apparenti opposti musicali: Can’t Get You Out Of My Head di Kylie Minogue, famosissima canzoncina trapana cervello di qualche tempo fa e I Am Sitting In A Room di Alvin Lucier brano sperimentale di musica contemporanea basato sulla sovrapposizione su nastro di voci. Se in mezzo ci mettiamo l’enciclopedica conoscenza musicale di Paul Morley (Nme, Bbc) e la sua passione per la filosofia, il risultato è un metaromanzo, un metasaggio, una metafavola: Metapop. Questa storia fantastica in cui l’androgina Kilye sfreccia in macchina verso una città che non esiste è un viaggio non solo attraverso la storia della musica pop ma molto di più. Sono pagine piene di ardite intuizioni, di incredibili e minuziose ricostruzioni e classifiche lunghe cinquant’anni. Tutto con uno stile autoreferenziale che prende le distanze da alcuni fenomeni del nuovo rock per rifugiarsi in lunghe dichiarazioni d’amore ad artisti e band indispensabili ( veramente belle quelle dedicate ai Kraftwerk). Bella anche la veste grafica scelta da questa nuova casa editrice che presta grande attenzione a titoli e immagine.