India

Autori vari

192 PAGINE | 18 EURO
Data di uscita: 11 Aprile 2008
A cura di: Gioia Guerzoni
Traduzione: Gioia Guerzoni
ISBN: 9788876380891

Il libro

Undici storie e tre fumetti per raccontare la vita delle nuove città-mostro indiane, degli avveniristici centri direzionali di Delhi e delle popolose baraccopoli di Mumbai. Luoghi di storia millenaria proiettati in un futuro ipertecnologico e iperconsumista, comunque lontano da stucchevoli esotismi e cliché bollywoodiani. India – la terza antologia, dopo Cina e Singapore, dedicata da Isbn alla nuova Asia – raccoglie le voci di giovani scrittori, giornalisti, artisti e registi impegnati a confrontarsi con il peso della tradizione, le derive del progresso e del capitalismo, la povertà endemica, l’imposizione o l’assenza dei valori, la difficile convivenza tra le religioni. Il meglio di una generazione di «rientrati in patria» dal classico soggiorno in Occidente che ha deciso di restare e di capire. Senza farsi abbagliare dal facile miraggio della «Shining India».

Gli autori

Undici scrittori, nati intorno agli anni settanta, offrono un ritratto volutamente trasversale di un subcontinente in vertiginosa mutazione. Ogni storia è accompagnata da una scheda biografica e da una breve intervista all’autore. Altaf Tyrewala, Mridula Koshy, Tishani Doshi, Sonia Faleiro, Chandrahas Choudhury, Samrat Choudhury, Annie Zaidi, Palash Krishna Mehrotra, Anindya Roy, Smriti Nevatia e un fumetto di Sarnath Banerjee.

ENGLISH VERSION

The book

Eleven short stories - fiction and non-fiction - and a graphic essay to narrate the life in the new megalopolises, from the futuristic IT parks in Delhi to the seething slums in Mumbai. Millenary cities hurled in an hyper-technological, hyper-consumeristic future, far from trite exoticisms and Bollywood clichés. India – the third anthology, after China and Singapore, that Isbn devotes to the new Asia - showcases a new generation of writers, journalists, artists and directors confronting the burden of tradition, the drift of progress and capitalism, the endemic poverty, the imposition or absence of values, and the complex coexistence of religions. The best voices of a generation which, after a brief or long stint abroad, decided to go back home and represent life in the subcontinent trying to avoid the easy mirage of Shining India.

The authors

Eleven authors, mostly born in the Seventies, offer a deliberately transverse portrait of a country in vertiginous mutation. Every story is accompanied by a short bio and by an interview with the author. Stories by Altaf Tyrewala, Mridula Koshi, Tishani Doshi, Sonia Faleiro, Chandrahas Choudhury, Samrat Choudhury, Annie Zaidi, Palash Krishna Mehrotra, Anindya Roy, Smriti Nevatia and a graphic essay by Sarnath Banerjee.

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India, un’antologia corale Non è facile, ma devo scegliere. Penso, mentre sfoglio ancora una volta il libro. In realtà ho già scelto. Ma devo trovare una giustificazione razionale. Non posso limitarmi a dire che mi è piaciuto di più. Penso, mentre sfoglio. Tanto meno posso iniziare a sciorinare le mie sbilenche teorie sulla letteratura come specchio. Specchio che riflette frammenti di te. Frammenti smarriti e ritrovati. Sfoglio. Non posso neppure tirare in ballo l’universalità della letteratura. Sfoglio. Neppure gli spiriti affini. Sfoglio. Sfoglio. Sfoglio. L’antologia raccoglie cinque racconti, sei reportage, tre fumetti. Quattordici storie sull’India. Sulla “formidabile cornucopia di sogni e incubi” che è l’India (p.9). Racconti differenti tra loro, “ben lontani dalle saghe familiari e sempre più vicini alla denuncia sociale, ma in stili diversi e non necessariamente in toni arrabbiati” (p.13). Sfoglio. Madre e figlia che viaggiano in treno. Sfoglio. Una bottiglia d’acqua che brilla come un diamante. Sfoglio. La lotta contro il complotto dei colonizzatori bianchi di un regista di porno. Sfoglio. Nuvole, alla Fabrizio De André. Metafora di anime che vagano. La storia di uno scarafaggio tra formiche. Lo rileggo. Ormai so anticipare le parole di Chandrahas Choudhury. Vado avanti. Sfoglio. I jeans attillati delle donne indiane. Ed io che credevo andasse in giro tutto il giorno con sari e choli. Sfoglio. I tre fumetti, disegni e parole di un laureato in biochimica. Sfoglio. L’odissea di trovare casa a Delhi e a Mumbai. Sfoglio. La storia di Nandu, risciò e telefonino. Sfoglio. Il reportage sulla comunità hijda di Mumbai. Incredibile la vita di Laxmi. Stupendo il finale. Sfoglio. Il regista che pensa e fissa tre fiori. Sfoglio. Quarantacinquemila bambini scomparsi all’anno. L’ashram degli orrori. Terribile. Sfoglio. City of Photos. La fotografia come macchina dei sogni. Sfoglio. Glossario. Sfoglio. Nota sulla traduzione. Chiudo. Un aggettivo per definire l’antologia: corale. Tante voci. Timbri diversi, ma un’unica identità culturale.

Una generazione in Bilico. L’India raccontata dai trentenni Cinque racconti, sei reportage, tre fumetti, frutto della creatività di artisti e scrittori che da soli superano appena i 30 anni. L’India la si può raccontare anche così. Come dimostra appunto l’omonima India, un’antologia corale curata con minuziosa competenza dall’esperta Gioia Guerzoni e pubblicata da Isbn edizioni. Un viaggio in punta di piedi in un Paese che sta trascinando il mondo ma in cui le differenze sociali e culturali stridono con chiasso e senza scrupoli. Non sono i lustrini e le musiche accattivanti di Bollywood, dunque, quelle che compaiono fra le righe del volume ma il quotidiano difficile, e per questo surreale, di molti, che si cristallizza così nella penna di pochi. In “India” si va in treno incamminandosi in viaggi che sembra non arrivino da nessuna parte, si vive in condominio, e non sempre è facile, si cerca casa, si viene sfruttati. Un po’ come in molte altre parti del mondo solo che in un Paese ammalato di gigantismo tutto diventa enorme ed enormemente difficile. Difficile è la situazione di molti contadini strangolati dai debiti che hanno come unica soluzione quella del suicidio; difficile è l’esistenza di chi è nato in zone ribattezzate Special Economic Zones date in mano ad imprenditori che in nome dal danaro non esitano a cacciare intere popolazioni; difficile resistere ad una società in cui il linciaggio è diventata una forma di espressione. Scrivere, dunque, mai come in questo caso appare terapeutico per una generazione che oltrechè rappresentare il futuro cerca di fare i conti con il presente. Infine, una nota di merito ai fumetti di Sarnath Banerjee. Il segno sicuro e ironico a tal punto da velarsi di assurdo è una garanzia per i racconti che circondano i suoi fumetti. India insomma è una canto libero di un paese intero che vuole liberarsi da se stesso.