La dura spina

Con uno scritto di Anco Marzio Mutterle

Renzo Rosso

352 PAGINE | 13 EURO
Data di uscita: 28 gennaio 2010
ISBN: 9788876381683

Postfazione di Anco Marzio Mutterle

«Uno dei vertici della letteratura italiana non solo degli anni sessanta ma di tutto il secondo Novecento, ingiustamente un po’ dimenticato. Un autore con cui presto o tardi tutti dovremo fare i conti.» Claudio Magris, in occasione della morte di Rosso
Renzo Rosso si classifica come uno scrittore che non somiglia a nessuno: un’immaginazione sempre ad alta tensione, nutrita insieme di precisione intellettuale e di accanita immedesimazione nel vivere la storia umana come offesa, dilaniamento, strazio. Italo Calvino

Renzo Rosso (Trieste 1926 – Tivoli 2009). Violinista diplomato, si laurea in Filosofia e nel 1951 si trasferisce a Roma per collaborare con la RAI degli anni d’oro. Vi rimarrà per ben 36 anni, lavorando insieme a La Capria, Rossellini e passando attraverso il mobbing ante-litteram, i primi scioperi, un incontro con Lucky Luciano fino al prepensionamento indotto dalla politica craxiana. Da un incontro con Gadda prese avvio la sua carriera di scrittore e nel 1963 con la benedizione di Giorgio Bassani pubblicò presso Feltrinelli La dura spina.

Ricorda così Renzo Rosso gli ultimi tempi in RAI: «Il piano politico di allora dominato dalla potente figura di Craxi impose al Direttore Generale di allontanare Massimo Fichera per poter installarvi un suo portaborse, la cui prima disinfestazione fu proprio compiuta sulla rubrica di libri con il conseguente mio allontanamento, perché considerato un comunista della Ghepeù di scadente cultura».

«Sanguina il mio cuore / come un cuore qualunque. / La dura spina che m’inflisse amore / la porto ovunque…» questa è la lirica di Umberto Saba da cui prende il titolo il romanzo del suo concittadino Renzo Rosso. Famoso pianista sessantenne, Ermanno Cornelis torna a Trieste per un concerto. Ma la città che ritrova è in disarmo, ed è talmente ruvida e concreta da non permettere al musicista di negarsi ancora a lungo l’inizio del declino della sua resa artistica e fisica, a cui non si sottraggono nemmeno i rapporti sessuali con la giovane Giuliana. La dura spina è una storia privata e intima sull’autunnale scontentezza di scoprirsi anziani, raccontata con un occhio instancabilmente vero e nitido e con una precisione millimetrica che richiama alla mente gli interni borghesi di Edward Hopper.

«Era dunque una sera di gennaio, a Trieste, in un posto che guardava il mare, e sul soffitto le rumorose ombre della riva rastrellavano velocemente la luce dei lampioni. Adesso era venuta quella donna, c’era il suo sonno e c’era la ragazza, che era un profumo fresco nel pensiero.»

 

Gianfranco Franchi - Lankelot.eu
Gianfranco Franchi - Il Secolo d’Italia
Marino Freschi - Il Mattino
Alessandro Mezzena Lona - Il Piccolo