L’atlante illustrato della tv 80-94
a cura di Massimo Coppola e Alberto Piccinini
Vinci l’Atlante della tv
Qual è il vostro programma preferito degli anni ’80-’94.? Quale la serie tv che vi ha fatto sognare, il vostro appuntamento imperdibile del sabato sera, la trasmissione o il personaggio conosciuto o meno che ha segnato indelebilmente la vostra vita di telespettatore, durante quegli anni?
Scriveteci nei commenti, firmando con nome e mail. I tre interventi più interessanti, curiosi e divertenti che arriveranno entro il 31 gennaio 2012 vinceranno una copia dell’Atlante illustrato della tv ’80-’94.



essendo nato nel 1977 la mia tv è stata cartoni animati a valanga ,i programmi della allora fininvest (perchè il segnale rai faceva bizzeffe)ricordo ogni anno mi appassionavo a una showgirl,prima Carmen Russo,poi la cuccarini,carrà ,è infine la più brava di tutte Heather Parisi che era magica.
Nel 1994 avevo 5 anni. Ciò, naturalmente, non mi impediva di accedere ai programmi televisivi che impazzavano in quel periodo. E si sa: gli oggetti e il linguaggio modificano il pensiero. Ovviamente il via cavo era acceso sempre su Mediaset: Bim, Bum, Bam era il volano immaginifico che mi permetteva di sognare, ridere, immedesimarmi in quel mondo colorato ed edulcorato, spensierato e lontano. Nonostante il contenitore fosse pieno di cartoni di largo successo - inutile elencarli - il mio pensiero, come un’epifania di joycessiana memoria, va ad una mini serie intestina a questo, dal titolo di (se non erro) “Corsari”. Ogni puntata iniziava con l’immagine indicante una data passata, un flash back continuo dai giorni nostri fino ad arrivare a fine ‘400/inizio ‘500. I caratteristi ad ogni puntata s’impelagavano per riuscire a trovare un tesoro, uno scrigno, un reperto; ogni giorno c’era un avventura diversa che permetteva al mio Corpo Senza Organi di viaggiare stando fermo, di esplorare il mondo, i mari, gli oceani. Battaglie, conflitti, avventure; epopee di vascelli impegnati a combattere contro galeoni. Epiche avventure potevano manifestarsi in un piccolo appartamento del nord - est italiano, a Trieste, nonostante il loro sapore esotico e lontano. Forse proprio questa esoticità mi colpiva, mi luccicava come uno shining, mi collegava alla mia terra d’origine, quel Salento ormai ridotto semplicisticamente al trittico “lu sule, lu mare, lu jentu”. Il mio Salento non è teatro di pizziche, di incontri, di grandi ubriacature, bensì di pomeriggi passati sulla costa adriatica, tra ruderi di antiche torri e la spuma del mare; un salento uggioso, freddo, umido come il peggior scirocco d’Africa.
Magari era quello che mi attraeva delle varie scenette pomeridiane. La mia vita contraddistinta dai venti, che siano la Bora triestina o lo Scricco, venti che soffiano nelle vele delle navi della mia immaginazione, della mia infanzia. Venti che soffiano nelle conchiglie trovate sulle coste di Miramare o tra gli alberi della pineta dei Laghi Alimini, tra le spiagge di Grado o i castelli di Otranto.
Le immagini riempivano il mio occhio goloso, curioso, intrepido, i corsari si arruffavano per l’eldorado, a me bastava quella mezz’oretta pomeridiana.
Poi arrivarono le ragazze…
vi sono telespettatori dalla memoria pachidermica, vere enciclopedie ambulanti dalle sinapsi impregnate di informazioni dettagliate e precise su ogni particolare, ancorché minimo, a proposito di tutto ciò che il tubo catodico ha proiettato sulle loro retine avide, individui rigonfi dei contenuti mnestici più inutili e disturbanti relativi a programmi tv sicuramente prestigiosi e raffinati e a quelli decisamente disgraziati, misconosciuti e imbarazzanti.
per quanto mi riguarda vivo in uno stato amnestico rispetto alla mia infanzia televisionaria, a dispetto di un monte ore esorbitante passato di fronte allo schermo. questo immenso territorio interiore è sprofondato nei baratri più abissali e oceanici del mio animo, depositandosi come un rimosso freudiano che agisce nella penombra della psiche.
da lì, da quel baratro, ogni tanto affiorano alla superficie spettri capricciosi che mi folgorano come un bagliore improvviso, facendo riemergere impressioni e stati d’animo che mi sembrano essere stati esperiti da altre persone, e certo non da me. ecco che allora mi appare la figura beffarda del supertelegattone, mentre vaga sui tetti tra tegole e antenne… e il capo ricoperto di un crine sintetico di maurizio seimandi che mi saluta con un ciao formato famiglia. ma più perturbante di tutti è la testa cangiante, iridata e gatteggiante che aleggiava come uno stregatto sui pranzi domenicali di me fanciullino circondato dai familiari: dj super x, privo di naso, luminescente, trasfigurato, figura semidivina composta da materiali artificiali, al di là della carne, al di là dell’umano.
sì, superclassifica show.
Il panino al prosciutto che mi mangiavo accompagnato dalla sigla di “Bis” (poi solo in un lontano, illuminato (?) e alternativo futuro scoprii essere della Yellow Magic Orchestra), i Sofficini che incidevo con la forchetta sperando di far uscire un sorriso al formaggio come si vedeva nella reclame mentre osservavo girare la ruota de “Il Pranzo è Servito”, le Kinder Briosche che mi mangiavo per collezionare i punti per la maglia dell’Argentina era Italia ‘90 ma più di tutti il Wrestling e i suoi personaggi e la voce di Dan Peterson.
Ricordo con sincero affetto i telefilm interpretati da Cristina D’Avena, come Love me Licia, di cui collezionavo le figurine contenute all’interno dei formaggini Susanna e che puntualmente incollavo sul vetro della finestra della mia cameretta. Come non restare affascinati dalla dolcezza di Licia, dalle battute sagaci del gatto Giuliano, dall’irrascibilità e dai baffetti di Marrabbio e dalle dolci note dei colorati Bee Hive? Ho sempre sognato una classe scolastica come quella di Andrea, composta da soli tre bambini e dove tutti si volevano bene (e la maestra non c’era quasi mai!).
Bellissimi i ricordi legati alla televisione anni ‘80, i balletti di Heather Parisi fra le più brave e i vari fantastico!Carmen Russo, nei vari Grand Hotel e Risatissima dove oltre che molto bella, si rivelò una grandissima ballerina con un suo stile particolare
Indimenticabili I Jefferson, probabilmente fra le serie televisive più divertenti e intelligenti di quel periodo.
I veri e unici cartoni animati, da Goldrake,Daitarn 3, Candy Candy, Lady Oscar.
Impossibile dimenticare l’irriverenza del Drive in!
Poi il programma cult degli anni ‘80 Pronto Raffaella…? e il Raffaella Carrà show, con la migliore fra tutte Raffaella Carrà, la più completa fra le artiste e ipnotica e la più longeva artisticamente. Bellissimo il suo ritorno su rai 2 con Ricomincio da due negli anni ‘90.
Una professionalità e un modo di fare spettacolo che non esiste più!
HO AVUTO UN SUSSULTO VEDENDO LA COPRTINA DEL LIBRO, UN MAGONE QUANDO HO INIZIATO A SFOGLIARLO (SAI LA TUA VITA DI ADOLESCENTE CHE TI PASSA DAVANTI AGLI OCCHI NEL GIRO DI 300 PAGINE?) E UNA GIOIA QUANDO SONO ANDATO A PAGARLO, ADESSO LA FELICITA’ SAREBBE AVERNE UN’ALTRA COPIA DA SMEMBRARE E ATTACARE COME POSTER NELLA MIA VECCHIA CAMERA A CASA DEI MIEI, CHE DITE SARA’ GRAVE, STO REGREDENDO?
Per me quella tv è stato tutto. Una mamma, una tata, un’entità divina che mi ha fatto compagnia in tutti i pomeriggi e nelle poche mattine in cui ero malata a letto, saltando la scuola, permettendomi di viaggiare e vedere mondi e realtà diverse.
Il mio telefilm preferito? Sicuramente Mork & Mindy con un già grande Robin Williams. E poi ancora Arnold, i Robinson, Love Boat, Supercar e le Charlie’s Angels… Catturata e affascinata da questi personaggi che diventavano la mia famiglia, senza saper distinguere la realtà dalla finzione, non avevo bisogno di nient’altro per essere felice.
Pensando alla televisione di ieri mi viene in mente le trasmissioni che affascinavano mio figlio, come Giochi senza frontiere che per molti sabato sera estivi ci ha fatto compagnia con le sue prove d’abilità e resistenza, la sigla del TG l’una, con quei simpatici personaggi molto simili a Topo Gigio, il Radiocorriere Toto Tv con Maria Giovanna Elmi e Paolo Valenti, il gioco del “se fosse” condotto da Raffaella Carrà in Ricomincio da due e la canzone della sigla Soca dance ed infine il gioco presentato da Iva Zanicchi nella trasmissione Estate 5, nel quale il concorrente metteva in palio la propria auto e se perdeva la prova questa veniva demolita all’istante
Una delle cose che maggiormente ho amato, televisivamente parlando, sono state sigle, che nel periodo in questione sono state eccezzionali, le più belle mai realizzate prima: un vero peccato che oggi non esistano quasi più.
Parlado di sigle non si può non citare i principali interpreti: Heather Parisi (Disco Bambina, Cicale, Ceralacca, Crilù, Ti rockerò, Radiostelle), Raffaella Carrà (Ballo Ballo, Fidati, Fatalità, Scranda la mela, Curiosità, Dolce far niente, Che dolor, Bellissimo…) Sandra Mondaini (Si chiama Zorro, Solo un sogno, Tagallo), Corrado (Carletto, Sei contento papà), Dario Baldan Bembo (Amico è, Voci di città), Loretta Goggi (Cicciotella, il mio prossimo amore, oceano), Gigi Sabani (A me mi torna in mente una canzone), Toto Cutugno (la domenica italiana), Renato Zero (Soldi, Viva la Rai), Little Tony (Profumo di mare), Cavalieri del re (Lady Oscar, l’Uomo tigre, Coccinella…), Cristina D’Avena (Occhi di gatto, Mila e Shiro, Canzone dei Puffi, Kiss me Licia, Georgie…), Lorella Cuccarini (L’amore è, Sugar sugar, Io ballerò, Tutto matto, La notte vola, Liberi liberi, Voci…). E poi come non citare il maestro Augusto Martelli, autore di numerose sigle, temi e jingle tv (OK il prezzo è giusto, Casa Vianello, Dallas, Hazzard, Nonno Felice, Il pranzo è servito, Tele Mike)
Mi piace ricordare le trasmissioni che da bambina più mi hanno affascinato e divertito come l’appuntamento del sabato sera estivo con Giochi senza frontiere, la sigla con personaggi molto simili a Topo Gigio del Tg l’una, l’appuntamento prima delle partite e di Domenica In con il Radiocorriere Toto Tv condotto da Maria Giovanna Elmi e Paolo Valenti, la serie televisiva de Il vigile urbano con Lino Banfi, il gioco de “se fosse” presentato da Raffaella Carrà a Ricomincio da 2 e la sua sigla Soca Dance, il gioco che Iva Zanicchi conduceva nella trasmissione Estate 5 nel quale se il concorrente perdeva la prova a cui si doveva sottoporre perdeva la propria automobile che veniva demolita all’istante e l’appuntamento fisso con il corpo di ballo di Fantastico.
Mentre altrove imperversavano Wanna Marchi e Guido Angeli, a Roma c’era lui e soltanto lui: Nonno Ugo, alias Ugo Rossetti. Un piccolo gigante come lo sono i precursori, uno che dal nulla creò un genere pubblicitario per la tv e con esso un piccolo impero ma che dopo quella stagione d’oro è sparito nel nulla. Fu il primo a capire che per vendere bisognava metterci la faccia, lo fece prima di Giovanna Rana e Giacomo Amadori con meno soldi e meno mezzi, trasformando l’industria del mobile in un’arte approssimativa, bonaria e memorabile. Con i suoi mobili arreda interi quartieri romani e non, diventanto il nonno di tutti i bambini del romani. Al grido di “Nonno Ugo è il nonno più buono del mondo. Evviva Nonno Ugo!” scalda i cuori dei piccoli telespettatori che sognano di andare alla famigerata Città del Mobile Rossetti, il cui sindaco era proprio Nonno Ugo, al km 19.600 della via Salaria, per giocare con il clown Tata di Ovada, con l’irriverente Pierino/Alvaro Vitali e tentare la fortuna con mitico Sputagiò, quella strana macchina che colpita con un martellone di gomma regalava un simpatico omaggio, solitamente un giocattolo, al bimbo di turno. Indimenticabili gli spot ambientati nell’antica Roma e quelli che rileggevano i classici della letteratura come i Promessi Sposi. Sempre rimanendo nel campo pubblicitario scalfita nella mia memoria sono i spot della Barilla come quella della bambina dall’impermeabile giallo che tornando a casa da scuola accoglie tra le sue braccia un piccolo gattino tutto bagnato dalla pioggia.
PS uno dei due divani acquistato da Nonno Ugo dalla mia famiglia ancora troneggia nel salone dei miei nonni!
IL PROGRAMMA CHE PREERISCO DEGLI ANNI 80 è “M’AMA NON M’AMA” .
SOPRATTUTTO LA SIGLA OMONIMA INTERPRETATA DA UNA MAGICA ALESSANDRA.
Per me il più bel varietà non solo del periodo, ma forse di tutti i tempi della tv italiane è stato “Quelli della notte”.
Apparentemente un’accozzaglia di leggere sciocchezze, è invece stato un grande evento culturale (mi pare scioccamente cancellato dagli archivi).
Da lì sono sono nati molti personaggi, che poi hanno fatto proliferare idee anche nei tempi successivi.
Mi pare che non ci fosse neanche un vero copione, ma solo un canovaccio su cui improvvisare, e questo ha dato freschezza e comunicatività ai comici pressochè sconosciuti che vi hanno partecipato, che si sono vistosamente divertiti loro stessi, e che hanno prodotto una comicità irresistibile, che ha tenuto alzato fino ad orari impossibili tantissimi italiani.
Molti che l’hanno seguito ricordano le occhiaie di tanti colleghi che la sera prima erano andati a letto troppo tardi, incapaci di rinunciare alla trasmissione anche nelle ore piccole.
Un mito irripetibile, gestito in modo geniale.
Grande Arbore! (anche nella scelta dei comici e dei collaboratori)
Prima di andar a dormire, ricordo da bambina, con mio padre non ci si perdeva una puntata di “se io fossi … Sherlock Holmes” condotto da Jocelyn. Era il 94. A tutt’oggi controllo data e ora sugli scontrini fiscali.
Correvo di corsa a casa subito dopo scuola, facevo a quel tempo le elementari, per seguire e mangiare in compagnia con le ragazze di “Non è la Rai”, una trasmissione ricca di giochi, balletti, canzoni, ragazze in costume intorno ad una piscina. Una passione che condividevo con buona parte della mia classe. Ricordo addirittura che quando una ragazza della trasmissione perse la vita, coinvolta in un incidente d’auto, pregammo in classe per la sua persona (era una scuola di suore…)
I capelli di megaloman.
Personalmente seguivo con passione lo sviluppo incredibile dell’emittenza libera di quei tempi. Se parliamo dall’80 in poi allora sicuramente quello che piu’ mi impressiono’ fu l’inesorabile progressione del cavaliere in campo televisivo.
Mi ricordo quando per il mundialito aveva noleggiato il satellite per la diretta… a quei tempi mi sembrava pazzesco che una tv privata potesse spendere tanti soldi !
Mi ricordo di quando porto’ in Italia la diretta dei premi oscar… fino ad allora era uno spettacolo snobbato dalla rai e riportato solo a spezzoni nei giorni seguenti e il cavaliere ne capi’ invece l’impatto mediatico.
Mi ricordo quando provo’ a rifare lo stesso gioco importando in italia il Superbowl… e contro ogni aspettativa riusci’ ad introdurre anche in Italia il football americano. Quanta gente alzata fino a tardi a vedere la finalissima e quante squadre locali nacquero !
E che dire della sfida all’eurovisione per l’acquisto dei diritti sulle olimpiadi di Los Angeles !? E’ sempre stato sfacciato quell’uomo !
Poi dopo due anni da Canale 5 la “caduta” di Italia 1, poi altri due anni e si “annette” pure Rete 4. Veramente un’incalzare incredibile per quell’epoca.
Tralasciamo il Berlusconi politico, ma come imprenditore dei media il titolo di Sua Emittenza se l’e’ proprio meritato.
Purtroppo pero’ cosi’ sparirono decine e decine di altre emittenti televisive, quelle per me piu’ interessanti, quelle che, forse anche per loro incapacita’ manageriale, non riuscirono a trovare piu’ aria respirare. Le tv politiche, quelle di parrocchia, quelle fatte da amici…
Questo fu un vero peccato, spero pero’ che nel vostro libro (o in uno prossimo…) si dia spazio anche a quelle splendide meteore, l’altra faccia del far west che fu’.
na naa na na na naa na na na naa
whhagth you love
tut utut
Dubudedleh dubudublah!
tut tu tut
Dubudedleh dubudublah!
tu tu turu tututu
Dubudedleh dubudublah!
Dubudedleh dubudublah!
tu tu turu tututu
“Lunedì cinema”
http://youtu.be/Bn_gCJa2adc
il programma è drive in, il personaggio è gigi sabani, però anche buona domenica con columbro e la cuccarini. amavo quella televisione, amo ancora silvio berlusconi.
Da piccolo se ero malato e stavo a casa da scuola la mattina: MacGyver.
Vederlo in panne davanti alla sua macchina, in certe foto che circolano ultimamente, mi mette tristezza, quegli anni di vero trash non andrebbero rifotografati.
[...] due giorni per vincere un Atlante illustrato della tv, fatevi [...]
il mio programma preferito era uno di bonolis (l’ unico intelligente che ha fatto) quello che andava in onda dopo pranzo. alla fine c’ era un quiz e il concorrente prendeva una torta in faccia se sbagliava! non ricordo nè il nome del programma, nè dove andasse in onda, nè se ci fossero altri ospiti, nè se effettivamente ci fosse lo stesso bonolis, ricordo solo questa cosa della torta in faccia nel quiz finale che forse si chiamava “la gogna”!
spero di aver vinto! in questo commento ci sono un sacco d’ ingredienti vincenti per un concorso sulla tv anni 80 e 90: c’ è bonolis, c’ è un po’ di flusso/confessione, c’ è mistero e anche torte in faccia!
Non era la rai e nemmeno la 7. Ma Ambra e amiche mi piacevano molto di più delle olgettine.
mi vengono in mente i primi anni 90: saltare sul divano per tifare la squadra francese a giochi senza frontiere(ero innamorato della mia prof delle medie), beppe grillo cattivo e mio fratello maggiore che mi spiegava le battute, sgarbi a sgarbi quotidiani contro la chiesa e tele+ che mi mostrava i gol dei campionati stranieri,cazzo!
Ciao ragazzi,
grazie a tutti per aver partecipato.
La redazione di Isbn ha scelto i commenti più originali e in linea con lo spirito del volume.
I tre vincitori sono Matteo (commento 3), Luca (commento 2) e Marikella (commento 19). Sarete contattati via email per l’indirizzo della spedizione.
Grazie e alla prossima,
Isbn Edizioni
Grazie molte.
Un bel regalo…