L’atlante illustrato della tv 80-94
a cura di Massimo Coppola e Alberto Piccinini
Programmi tv

Bim Bum Bam
Lupin III, Lady Oscar, Candy sono solo alcuni dei divi animati lanciati dal contenitore pomeridiano per minigiovani. Nella memoria di chi c’era rimangono tracce di Uan e perfette riproduzioni 3D dei cartoon, poche del resto, cancellate forse dalla carriera di Bonolis.
Ok il prezzo è giusto
Si ricorda pochissimo la prima versione di Ok il prezzo è giusto, format americano straclassico, uno dei primi comprati da Finivest, che venne affidato a Gigi Sabani reduce dai trionfi del sabato sera.
Reduce da certe tournée in Unione Sovietica e Sudamerica come cantante, e in definitiva crisi con l’ispirazione musicale, Iva Zanicchi rinasce in televisione. Facciamo un affare, quiz del mattino di Canale 5, veniva registrato nello stesso studio di Ok il prezzo è giusto, che sarà il suo regno.
Drive In
Per anni e fino ai giorni nostri ci si chiederà se le tettone scelte da Antonio Ricci come mascherine e ragazze pon pon del suo Drive In in stile finto fifties fossero una parodia oppure la cruda realtà. I telespettatori più giovani sembravano non avere dubbi.
Il pranzo è servito
Con l’occasione di Fantastico 3 Corrado riuscì a portare in hit parade
la canzone Carletto, del genere per bambini che allora andava parecchio. In quello stesso periodo aprì la fortunata stagione del Pranzo è servito, che inaugurava il mezzogiorno di Canale 5. Prima
di lui, a mezzogiorno, in tv c’era poco più che il monoscopio.
La Corrida
Il programma dei dilettanti allo sbaraglio che cantano, ballano, suonano con risultati scarsissimi, sbeffeggiati dal pubblico, risale a un’epoca lontanissima. Corrado lo inventò per la radio, giovandosi dei consigli «neorealisti» di Zavattini e Blasetti. Nell’epoca del neo-irrealismo il «concorrente allo sbaraglio» è il fantasma di tutti gli altri concorrenti, incravattati e omogeneizzati, che popolano giochi e quiz a ogni ora del giorno. Un folle momento di resistenza di quando il mondo era senza tv.
Portobello
Il programma utilizzava il telefono in diretta per coinvolgere gli spettatori da casa in una specie di mercatino. Alcune rubriche di Portobello avrebbero in seguito generato intere trasmissioni: da Chi l’ha visto a Stranamore, dai Cervelloni a Carramba che sorpresa. Ma la sfida più assurda rimaneva quella di far dire Portobello al pappagallo. Ci riuscì nel gennaio 1982 l’attrice Paola Borboni.
Il Processo del lunedì
L’incipit del programma, immutabile nei decenni: «Buonasera, campionato ricco di novità e di sorprese, tra rinascite clamorose e imprevedibili declini, polemiche e accuse, arbitri alla gogna con la richiesta sempre più attuale e, da tutti ormai sostenuta, della moviola in campo. C’è tanta, fin troppa, carne al fuoco per dare vita ad una puntata delle più aspre e combattute del Processo record».
Samarcanda
Nel 1989 Samarcanda chiuse con una media di 2 milioni e mezzo di spettatori, destinati a raddoppiare con lo scoppio di Tangentopoli. Le polemiche, come avrebbe detto Biscardi, che fu il segreto ispiratore delle frequenti baruffe del programma, fioccavano come le nespole.
Biberon
In realtà le imitazioni del Bagaglino, che per tutto il decennio fecero ridere il popolo e i potenti (mai l’uno dell’altro, semmai il contrario) avevano un copione infallibile: durante l’entrata del imitatore egli stesso annunciava il nome del suo imitato. «Buonaseeera, sono Ruud Guillit». Nei casi più disperati questo annuncio fondamentale era fatto dal presentatore.
Colpo grosso
Colpo grosso era il segretissimo appuntamento serale degli adolescenti degli anni ’80. Assicuratisi che l’intera famiglia fosse andata a dormire, con cautela, si sintonizzavano sull’unico programma che mostrava le tette in tv. A volte si spogliavano anche i concorrenti, creando un inevitabile quanto potentissimo anticlimax libidico.
Indietro tutta
Indescrivibile, indimenticabile varietà di Arbore. Ancora oggi sono scolpiti nella mente di chi ha avuto la fortuna di vederlo, personaggi, dialoghi e idee geniali. Una per tutte: il «Che sta pensando quiz». Accanto ad Arbore e Frassica c’erano Mario Marenco (Riccardino), Francesco Paolantoni (Cupido) e Alfredo Cerruti (il Professor Pisapia e uno dei poliziotti della Volante).


